Vaccini a Rossano, denuncia su consenso informato: parla Granato

vaccini scaduti

CORIGLIANO ROSSANO- Nuove accuse scuotono il Distretto Jonio Sud dell’Asp di Cosenza. L’ex senatrice Bianca Laura Granato ha diffuso un comunicato nel quale annuncia la denuncia per falsità ideologica a carico di un’infermiera che avrebbe firmato il consenso informato al posto del medico vaccinatore presso l’hub vaccinale “Luca De Rosis” di Rossano.

La vicenda nasce dalla denuncia del cittadino rossanese C.G., che sostiene di aver subito un danno «presumibilmente da una dose di vaccino Moderna scaduta». L’uomo avrebbe segnalato anche la presunta invalidità del consenso informato: il modulo, secondo quanto riportato, sarebbe stato sottoscritto «da un’infermiera anziché da un medico, quindi nullo ai sensi della Legge 219/2017».

Granato ribadisce:

«Il consenso informato deve essere esercitato dal paziente su proposta esclusivamente medica, come previsto dalla legge Gelli-Bianco».

Accuse sulle registrazioni dei lotti e sui tempi di somministrazione

Nel comunicato, l’ex senatrice fa riferimento anche ad altre presunte irregolarità: difformità nelle registrazioni dei lotti vaccinali, dosi somministrate «oltre le 6 ore dall’apertura del flacone» e mancata consegna nei termini dei registri di carico e scarico richiesti da diversi cittadini.

Granato parla di una «luce sinistra» gettata sull’operato dell’hub e invita la Procura di Castrovillari ad approfondire la vicenda, rilevando – a suo dire – un inspiegabile ritardo nell’attività d’indagine.

Le ipotesi di reato elencate nel comunicato

L’ex parlamentare elenca una lunga serie di possibili fattispecie penali: falsità in atti, somministrazione di farmaci guasti o scaduti, lesioni gravissime, fino alle ipotesi più gravi di truffa aggravata, omicidio con dolo eventuale e associazione a delinquere.

Secondo Granato, il movente potrebbe essere legato anche all’eventuale mancata rendicontazione delle dosi scadute da restituire al Ministero della Salute.

In merito alla denuncia contro l’infermiera, aggiunge:

«Da tale omissione può derivare l’accusa di arbitrarietà di trattamento sanitario, perché compiuto con falsità ideologica e in violazione della sfera personale del paziente».

Il denunciante avrebbe anche chiesto alla Procura l’applicazione della sospensione dal servizio per evitare il rischio di reiterazione e di inquinamento delle prove.

Granato: «Disparità di trattamento da parte delle procure»

L’ex senatrice punta inoltre il dito contro quella che definisce una gestione “a doppio binario” da parte delle procure italiane:

«Pesantemente perseguitati i medici che rilasciavano esenzioni, nessun provvedimento invece per il personale coinvolto in queste vicende, nonostante i rilevanti indizi. Una disparità che balza agli occhi».

Per ora nessuna conferma ufficiale

Al momento, le accuse riportate sono oggetto di denuncia e non risultano provvedimenti o comunicazioni ufficiali da parte della Procura di Castrovillari.
La vicenda resta aperta, in attesa di eventuali verifiche giudiziarie.

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Una risposta a “Vaccini a Rossano, denuncia su consenso informato: parla Granato”

  1. Avatar Giovanni
    Giovanni

    Complimenti per il meraviglioso lavoro che state facendo per il bene della collettività di Corigliano-Rossano, al fine di svegliare le coscienze a recarsi presso le Asl di appartenenza e, chiedere copia del proprio fascicolo vaccinale anti COVID 19 con carico e scarico dei lotti somministrati, copia del consenso informato e quantità di ml concentrato somministrato.
    Un ringraziamento va alla grande Senatrice Granato, avendo scoperchiato l’inimmaginabile e alla grande giornalista Antonella Balestrieri, la quale ci sta tenendo aggiornati sui vari accadimenti sin dall’ inizio della vicenda!

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