CORIGLIANO ROSSANO- Vaccini Covid, nuova memoria alla Procura: rilanciate le accuse sui lotti e sulle procedure di somministrazione. La vicenda giudiziaria legata ai presunti vaccini Covid irregolari somministrati nell’area di Rossano si arricchisce di un nuovo e rilevante passaggio. È stata infatti depositata una ulteriore memoria integrativa alla Procura della Repubblica di Castrovillari nell’ambito del procedimento n. 140/2024 RGNR, seguita dal pm dott. Primicerio, presentata dalla difesa dell’uomo di Rossano, il 53 enne G.C. , che ha denunciato presunte irregolarità nella somministrazione del vaccino Moderna. Nel documento, firmato dall’avvocato Domenico Sommario, il denunciante torna a chiedere approfondimenti su quella che viene definita una falsificazione dei numeri di lotto vaccinali, evidenziando una discrepanza tra il codice riportato nella ricevuta consegnata il giorno della vaccinazione e quello presente nel fascicolo sanitario dell’ASL. Una difformità che, secondo quanto sostenuto nella memoria, non sarebbe un caso isolato. La nuova integrazione ricostruisce una serie di circostanze che, a parere della difesa, meritano una verifica rigorosa da parte dell’autorità giudiziaria. Al centro dell’attenzione vi è l’ipotesi che alcuni vaccini sarebbero stati somministrati oltre i tempi di utilizzo previsti, con una conseguente alterazione della documentazione ufficiale per mascherare la reale tracciabilità delle dosi. Viene inoltre ribadita la presunta violazione delle norme sul consenso informato, che in alcuni casi – si legge negli atti – sarebbe stato sottoscritto da personale infermieristico anziché dal medico, in contrasto con quanto previsto dalla legge 219 del 2017. Nel documento si fa riferimento anche ad altri cittadini che, dopo aver effettuato accessi agli atti, avrebbero riscontrato analoghe incongruenze nei codici di lotto annotati nei rispettivi fascicoli vaccinali. Un quadro che la difesa definisce sistemico e che, se confermato, potrebbe assumere rilievo non solo individuale ma collettivo. Tra le richieste avanzate alla Procura figura quella di valutare l’adozione di misure cautelari nei confronti dei sanitari coinvolti, ritenute necessarie – secondo la tesi difensiva – per evitare il rischio di reiterazione delle condotte contestate. Vengono inoltre elencate una serie di ipotesi di reato, dalla falsità in atti alla somministrazione di medicinali guasti, fino alla violazione del diritto all’autodeterminazione del paziente. Nel frattempo, secondo quanto trapela, l’uomo sarebbe stato recentemente convocato in Procura. Sul contenuto dell’incontro vige il massimo riserbo, a conferma del fatto che l’indagine si troverebbe in una fase delicata e ancora in evoluzione. La nuova memoria si inserisce in un contesto giudiziario già complesso, nato durante l’emergenza pandemica e sviluppatosi tra consulenze tecniche, certificazioni contestate e versioni divergenti. Un percorso che, nonostante una precedente archiviazione su altri profili, continua ora su un binario distinto, concentrato esclusivamente sulla regolarità documentale e sulla tracciabilità dei vaccini. La Procura di Castrovillari è ora chiamata a valutare il contenuto della memoria integrativa e a stabilire se vi siano gli estremi per ulteriori accertamenti. La vicenda resta dunque aperta e destinata a far discutere, anche per le possibili implicazioni di carattere pubblico legate alla gestione della campagna vaccinale. Sul piano procedurale, va inoltre ricordato che non è stata ancora sciolta la riserva del giudice in merito all’opposizione alla richiesta di archiviazione avanzata dal pubblico ministero Manera. Un passaggio cruciale, questo, che potrebbe incidere in modo determinante sul futuro del procedimento: il giudice dovrà infatti valutare se accogliere la richiesta di archiviazione o se disporre ulteriori approfondimenti investigativi.



















