Verso una pace disarmata: l’Osservatorio Povertà partecipa al Festival della Pace a Cosenza

COSENZA – Promuovere una cultura dell’incontro, della fraternità e della giustizia sociale di fronte alle drammatiche sfide dei conflitti internazionali. In coincidenza con lo svolgimento del II Festival della Pace, tenutosi presso la Cappella della Regina della Pace nel complesso “Città del Sole” di Cosenza, l’Osservatorio Regionale delle Povertà Calabria si è unito con forza all’appello della diplomazia pontificia per il raggiungimento di una «pace disarmata e disarmante» e per l’immediata cessazione delle ostilità su tutti i fronti di guerra.

L’organismo regionale ha riaffermato l’urgenza di sostenere l’intensa azione di diplomazia umanitaria avviata dalla Santa Sede, guidata dal magistero del Pontefice e concretizzata dalle missioni internazionali di alto livello curate dai cardinali Matteo Maria Zuppi e Paul Richard Gallagher. Al centro delle riflessioni vi è il valore del dialogo come unico antidoto efficace contro la logica della forza e del riarmo che rischia di spingere le nazioni verso nuove voragini di disumanità. Segnali concreti, tra cui le complesse operazioni per lo scambio dei prigionieri e i ricongiungimenti familiari facilitati dalla rete delle nunziature apostoliche, dimostrano la bontà di un percorso negoziale orientato al supremo valore della misericordia e della tutela della vita.

I lavori del II Festival della Pace di Cosenza hanno visto la partecipazione di una folta delegazione dell’Osservatorio Regionale delle Povertà Calabria, con la presenza del Direttore Antonio Belmonte, di Amato Napolillo in rappresentanza dell’Associazione R.M. ETS, e di Franco Picchieri, Presidente Vicario dell’Associazione “Giorgio La Pira” di Cosenza. Nel corso del dibattito, la delegazione si è confrontata con rappresentanti istituzionali ed esponenti del mondo associativo sul ruolo che le comunità locali e le realtà sociali possono svolgere per contrastare la cultura del conflitto e promuovere la solidarietà concreta.

In vista dell’imminente mese di ottobre, viene raccolto e rilanciato l’invito del Santo Padre a unificare la preghiera e gli atti di penitenza e misericordia per la fine delle guerre, superando la tentazione di chiudersi in fortilizi protetti. Come evidenziato dal Direttore Belmonte durante i lavori cosentini, soltanto muovendo dal dolore universale patito dalle popolazioni civili, dalle famiglie e dai bambini, sarà possibile risvegliare le coscienze dei leader internazionali, spingendoli ad abbandonare i piedistalli della retorica bellica in favore di un negoziato globale sincero e duraturo.

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