AMENDOLARA- Amendolara perde una delle sue figure culturali più autorevoli. Si è spento all’età di 95 anni l’avvocato Rinaldo Chidichimo, intellettuale, saggista ed ex direttore generale di Confagricoltura, fondatore della Biblioteca “Torre di Albidona”, luogo simbolo del sapere e del confronto culturale dell’Alto Ionio cosentino.
Studioso, pensatore, galantuomo d’altri tempi, Rinaldo Chidichimo è stato per decenni un punto di riferimento culturale e umano per l’Alto Ionio. Profondamente legato alla sua terra, ha dedicato gran parte della sua vita alla ricerca, alla scrittura e alla diffusione del sapere, lasciando un’impronta che va ben oltre i confini di Amendolara.
Tra le sue opere più significative spicca la Biblioteca “Torre di Albidona”, una vera e propria creatura culturale fondata e alimentata negli anni con oltre 7.000 volumi, molti dei quali acquistati personalmente a Roma, dove risiede una parte della sua famiglia. Uno spazio sempre aperto, messo a disposizione della collettività, che nel tempo è diventato luogo privilegiato di incontri, dibattiti, riunioni e momenti di confronto.
La guida di Confagricoltura e l’impegno civile
Calabrese autentico, Chidichimo ha ricoperto il ruolo di direttore generale di Confagricoltura dal 1975 al 1988, attraversando una fase cruciale per l’organizzazione, segnata dalla modernizzazione delle strutture e dall’adattamento a un contesto socio-economico in rapido mutamento. Un percorso ricordato con stima dai vertici nazionali dell’associazione.
Il cordoglio del mondo istituzionale e culturale
Alla notizia della sua scomparsa sono giunti numerosi messaggi di cordoglio dal mondo della politica, del sindacato, dell’imprenditoria e della cultura.
Il sindaco di Amendolara Maria Rita Acciardi ha espresso la propria partecipazione al lutto della famiglia, ricordando l’amicizia e il valore umano del professionista.
Parole sentite sono arrivate anche da Confagricoltura, che ne ha sottolineato il ruolo di custode dei valori ambientali, culturali e identitari della Calabria ionica.
Particolarmente toccante il messaggio dell’imprenditore turistico Luigi Sauve, che ha ricordato Chidichimo come “lucido ambasciatore delle potenzialità della Sibaritide”, uomo di visione e di instancabile energia, capace di immaginare uno sviluppo del territorio fondato su cultura, turismo e identità.
Con la scomparsa di Rinaldo Chidichimo, l’Alto Ionio perde un custode della memoria e un artigiano del pensiero, ma resta l’eredità di un patrimonio culturale che continuerà a parlare alle future generazioni.



















