Libertà per Ahmad Salem, presidio davanti al carcere di Rossano: mobilitazione ad oltranza

Presidio di solidarietà davanti al carcere di Rossano per Ahmad Salem

CORIGLIANO ROSSANO- Un presidio di solidarietà si è svolto nella mattinata di sabato 13 dicembre 2025 davanti alla Casa di Reclusione di Rossano per chiedere l’immediata scarcerazione di Ahmad Salem. L’iniziativa è stata promossa dal Coordinamento Corigliano-Rossano per la Palestina, insieme a numerose realtà giunte da tutta la Calabria, dando vita a una mobilitazione partecipata e determinata.

Il presidio si inserisce nel solco delle iniziative già avviate nei giorni scorsi e segue la visita effettuata in carcere da Mimmo Lucano, che aveva incontrato il giovane detenuto manifestandogli vicinanza e solidarietà. Durante la manifestazione odierna, la consigliera comunale Lidia Sciarrotta ha ottenuto l’accesso alla struttura penitenziaria per un colloquio diretto con Salem.

All’uscita dal carcere, Sciarrotta ha rassicurato i presenti e la rete solidale sulle condizioni del detenuto, spiegando che Ahmad Salem è in buone condizioni di salute sia fisica che mentale, pur trovandosi in una situazione detentiva definita difficile e delicata.

Nel corso del presidio è intervenuto l’attivista Vincenzo Fullone, che ha ribadito con forza la richiesta di libertà non solo per Ahmad Salem, ma anche per altri attivisti colpiti, a suo dire, da una crescente repressione istituzionale. Fullone ha citato esplicitamente i casi di Anan, Ali, Mastour e dell’Imam Shahin, sottolineando come il messaggio emerso dalla piazza sia stato chiaro: “Non lasceremo nessuno indietro”.

Lo stesso Fullone ha inoltre annunciato ufficialmente una nuova missione della Freedom Flotilla, prevista a partire da maggio 2026, con l’obiettivo di rompere l’assedio a Gaza, mantenere alta l’attenzione internazionale su quanto sta accadendo nei territori palestinesi e tentare di portare aiuti umanitari alla popolazione civile.

Il Coordinamento Corigliano-Rossano per la Palestina ha denunciato nel corso della manifestazione quello che definisce un clima repressivo crescente nel Paese. Secondo gli organizzatori, l’attuale accanimento giudiziario e poliziesco sarebbe legato all’introduzione del Ddl Sicurezza, descritto come una legge ideologica volta a criminalizzare le lotte sociali e politiche.

Le prime applicazioni delle nuove norme – sostengono dal Coordinamento – starebbero colpendo in modo mirato il movimento contro il genocidio in corso a Gaza, un movimento che negli ultimi mesi ha saputo mobilitare migliaia di persone attraverso manifestazioni definite imponenti e pacifiche.

Dal presidio di Rossano è arrivato infine un messaggio netto: la mobilitazione non si fermerà. Il Coordinamento ha annunciato che le iniziative di protesta e solidarietà continueranno fino alla completa liberazione di Ahmad Salem, mantenendo alta l’attenzione pubblica sul suo caso e sul più ampio contesto politico e repressivo denunciato dagli attivisti.

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