CORIGLIANO-ROSSANO – La serranda che si abbassa in un quartiere non rappresenta soltanto una perdita economica, ma la scomparsa di un presidio sociale, di un punto di riferimento e di una fonte di sicurezza per l’intera comunità. A Corigliano-Rossano il fenomeno della desertificazione commerciale ha ormai travalicato la soglia del semplice rischio per trasformarsi in una cruda e diffusa realtà. Lungo le vie dei due centri storici, in Viale Margherita, a Viale Salerno nella frazione di Schiavonea e soprattutto lungo le arterie di Via Nazionale nelle aree urbane dello Scalo di Rossano e dello Scalo di Corigliano, il conteggio dei locali sbarrati svela una sofferenza profonda che mina la tenuta del tessuto urbano.
La gravità del quadro è confermata dalle stime dell’Associazione Commercianti Territorio, interpellata da Giovanni Antoniotti, referente del movimento politico Futuro Nazionale. Secondo i dati forniti dal responsabile locale Vincenzo Natozza, nel solo centro storico di Corigliano le attività commerciali attive sono scese a quota venticinque, esattamente la metà rispetto a quelle censite fino a pochi anni fa, con la concreta prospettiva che nei prossimi due o tre anni un’ulteriore metà di esse sia destinata alla chiusura. Un’emorragia che rischia di estendersi all’intero territorio comunale, dove in assenza di interventi strutturali oltre il cinquanta per cento degli esercizi commerciali rischia il definitivo tramonto.
Di fronte a questa crisi strisciante, che si inserisce in un dato nazionale che vede il commercio di vicinato ridotto di oltre il quattordici per cento nell’ultimo decennio, i comitati cittadini di Futuro Nazionale – attraverso i referenti Giovanni Antoniotti, Maria Lores Laera, Giovanni Dima, Giuseppe Falbo e Daniele Spataro – hanno indirizzato un accorato appello all’amministrazione guidata dal sindaco Flavio Stasi e all’intero Consiglio Comunale, sollecitando l’adozione di misure concrete sulla scia di quanto già promosso da altre realtà italiane, come la città di Siena.
La proposta formulata punta all’approvazione di un apposito regolamento comunale per la tutela del commercio di prossimità che agisca su più fronti strategici. Tra le misure individuate figurano l’istituzione di zone a tutela rafforzata estese a tutte le vie commerciali maggiormente colpite dallo spopolamento e il sostegno alla proposta di legge di iniziativa popolare per l’attivazione delle Zone Economiche Speciali di Prossimità. Sul piano fiscale, il movimento sollecita la concessione di un pacchetto di aiuti immediati che comprenda l’esenzione triennale della TARI e un forte abbattimento della COSAP per le nuove aperture nei locali sfitti, contributi a fondo perduto per la riqualificazione delle vetrine, oltre all’introduzione di un’IMU calmierata per i proprietari che applichino canoni concordati a giovani imprenditori al di sotto dei quarant’anni.
L’articolato piano d’azione prevede inoltre la creazione di un registro e di strumenti per disincentivare i locali lasciati inutilizzati, la costituzione di un fondo comunale dedicato alla rigenerazione commerciale anche mediante l’impiego dei fondi di Agenda Urbana, l’avvio di un osservatorio permanente in sinergia con le associazioni di categoria e un piano di semplificazione burocratica unito al potenziamento dell’illuminazione pubblica e della sicurezza urbana nelle zone a maggior rischio di degrado. Un intervento che i rappresentanti di Futuro Nazionale definiscono prioritario e trasversale, confermando la massima disponibilità a illustrare e discutere il progetto all’interno delle commissioni consiliari competenti.



























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