Lauropoli, il commando brucia le tracce: ritrovata l’auto dell’assalto al postamat

assalto al postamat di lauropoli l'auto della banda ritrovata bruciata

CASSANO JONIO – Un’auto carbonizzata abbandonata lungo le direttrici che collegano la Sibaritide alle grandi arterie stradali. È questo l’indizio materiale più rilevante da cui ripartono le indagini sul colpo magistrale messo a segno tre notti prima di Natale a Lauropoli. Il ritrovamento della vettura conferma la natura paramilitare dell’assalto che ha fruttato ai banditi la cifra record di 130 mila euro.

La scia di cenere per coprire la fuga

L’auto, risultata rubata nei giorni precedenti il colpo, è stata data alle fiamme subito dopo il trasbordo del denaro e delle attrezzature. Un incendio doloso studiato per non lasciare scampo agli esperti della scientifica: il calore sprigionato dalle fiamme ha infatti l’obiettivo di annientare ogni traccia di DNA o impronta digitale, rendendo il veicolo un guscio muto.

Il luogo del ritrovamento suggerisce una conoscenza precisa della rete viaria secondaria, utilizzata per sparire dai radar dei sistemi di videosorveglianza urbana subito dopo aver sventrato lo sportello dell’ufficio postale con una carica esplosiva ad alto potenziale.

Il “metodo pugliese” e il bottino da 130mila euro

Mentre il conteggio definitivo del bottino si è fermato alla vertiginosa cifra di 130 mila euro, gli inquirenti della Compagnia di Cassano e del Reparto Investigativo di Cosenza stringono il cerchio attorno alla cosiddetta “pista pugliese”. La tecnica della “marmotta” (l’inserimento di un cuneo esplosivo nello slot del bancomat) e la rapidità d’esecuzione sono marchi di fabbrica di gruppi criminali specializzati provenienti dal foggiano o dal nord barese.

L’ipotesi di un commando in trasferta si rafforza anche alla luce della tempistica: la banda avrebbe colpito Lauropoli per poi spostarsi, con una dinamica quasi speculare, verso il Tirreno cosentino, dove la notte successiva è stato registrato un tentativo analogo a Santa Maria del Cedro.

Indagini a ritmo serrato

Oltre ai rilievi sul luogo dell’incendio dell’auto, i Carabinieri stanno setacciando i filmati delle telecamere di sicurezza autostradali e delle stazioni di servizio lungo la statale 106 e la Salerno-Reggio Calabria. Sebbene resti sullo sfondo la necessità di appoggi logistici in loco per i movimenti della banda, l’attenzione investigativa è ora tutta rivolta all’identificazione dei componenti del commando, descritti come soggetti estremamente esperti e dotati di attrezzature all’avanguardia.

La velocità con cui il gruppo è riuscito a far perdere le proprie tracce dopo aver “ripulito” il Postamat indica una pianificazione che non ha lasciato nulla al caso, trasformando una notte di pioggia in una delle rapine più fruttuose degli ultimi anni nel comprensorio.

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