CORIGLIANO ROSSANO- Le chiamano “ex discariche”, ma di passato hanno ben poco, se non l’epoca in cui sono state riempite di rifiuti. I siti di località Cotrica (nell’area urbana di Corigliano) e di località Olivellosa (nell’area urbana di Rossano) continuano a pesare come macigni sulle tasche dei cittadini e sull’ambiente della Sibaritide.
Nonostante i proclami, i piani regionali e i consistenti fondi stanziati nel corso degli anni per la loro bonifica e messa in sicurezza permanente, la realtà che emerge dalle carte comunali racconta tutta un’altra storia: quella di un cantiere mai veramente chiuso e di un salasso economico continuo, sistematico e apparentemente senza fine.
La storia e le promesse di bonifica
I due siti nascono come le vecchie discariche municipali “pre-normativa” degli anni ’80 e ’90, dismesse ormai da oltre vent’anni. Il problema principale è che si tratta di impianti orfani dei moderni sistemi di impermeabilizzazione totale. Di conseguenza, la decomposizione dei vecchi rifiuti accumulati continua a produrre una bomba ecologica silenziosa: il percolato, un liquido altamente inquinante che rischia costantemente di contaminare le falde acquifere e i terreni agricoli circostanti, famosi in tutto il mondo per le coltivazioni di clementine IGP.
Per risolvere definitivamente la questione, nel giugno 2017 la Regione Calabria aveva concesso un maxi-finanziamento di ben 4 milioni di euro destinato specificamente alla bonifica e al risanamento ambientale del sito di Cotrica, attingendo ai fondi ministeriali del Patto per lo Sviluppo. Iter burocratici lumaca, contenziosi legali con le ditte appaltatrici e rimpalli politici, la fusione hanno però impantanato i progetti. Il risultato? Le discariche non sono ancora bonificate e lo Stato (e di riflesso il Comune) è rimasto a lungo sotto la lente d’ingrandimento delle procedure d’infrazione dell’Unione Europea.
Il salasso quotidiano: i dati delle ultime liquidazioni
Se la bonifica definitiva resta un miraggio, l’ordinaria gestione dell’emergenza si traduce in un flusso costante di denaro pubblico in uscita. Gli ultimi atti di liquidazione del Settore 13 Ambiente ed Energia del Comune di Corigliano-Rossano, firmati dal dirigente Roberto Gallo, confermano come l’ente sia costretto a impegnare cifre pesantissime per i soli servizi di prelievo, trasporto e smaltimento del percolato.
Solo per citare gli interventi approvati a fine maggio 2026, le cifre prosciugate dal bilancio comunale sono emblematiche:
- Maggio 2026 (Atto n. 152): Liquidati € 2.991,89 alla ditta Ecolservizi S.r.l. per lo smaltimento di 28,94 tonnellate di percolato prodotto a Olivellosa in una singola giornata (il 25 marzo 2026).
- Maggio 2026 (Atto n. 153): Altri € 2.990,02 sempre alla Ecolservizi S.r.l. per il prelievo del 31 marzo 2026 a Olivellosa (28,92 tonnellate).
- Maggio 2026 (Atto n. 154): Si passa a Cotrica. Per il prelievo di due sole giornate di aprile 2026, la spesa è di € 6.041,75.
- Maggio 2026 (Atto n. 155): Un’altra tranche da ben € 8.902,74 per tre interventi effettuati ad aprile nel sito di Olivellosa (per un totale di circa 86 tonnellate di veleno liquido trasportate fuori regione, presso l’impianto di Buccino, in provincia di Salerno).
- Maggio 2026 (Atto n. 156): Ai costi di smaltimento si aggiungono quelli logistici. Liquidati € 1.317,60 alla ditta Toretti Serveco S.r.l. per il solo nolo di una cisterna da 30 mc e il travaso del percolato a Olivellosa.
Un’emorragia finanziaria senza fine
Questi atti rappresentano solo una piccolissima istantanea temporale – poche settimane tra marzo e aprile 2026 – costata alle casse comunali oltre 22.000 euro. Se si moltiplica questa cifra per tutti i mesi dell’anno, e la si estende per l’ultimo ventennio, balza agli occhi una verità inquietante: la mancata chiusura dei progetti di bonifica è costata (e sta costando) ai contribuenti molto più della bonifica stessa.
I flussi di cassa dimostrano che la struttura amministrativa e l’Ufficio Ambiente rincorrono l’emergenza con determine da 30.000 euro alla volta per evitare il disastro ambientale. Fino a quando i progetti di capping (copertura impermeabile dei suoli) e messa in sicurezza permanente non saranno completati definitivamente sia a Cotrica che a Olivellosa, la pioggia continuerà a penetrare nei vecchi rifiuti. E il Comune sarà condannato a pagare autobotti per trasportare acqua contaminata in giro per l’Italia. Un salasso continuo, che si mangia risorse preziose che potrebbero essere destinate ai servizi per i cittadini.


























