Ospedale della Sibaritide: primo taglio del nastro, ma la viabilità e i servizi restano al palo

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CORIGLIANO-ROSSANO – Dopo oltre vent’anni di attese, rinvii e complessi iter burocratico-cantieristici, il nuovo Ospedale della Sibaritide si appresta ad accendere i suoi primi motori. La data segnata sul calendario è quella di martedì 6 ottobre, giorno in cui l’Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza darà il via all’operatività dei primi ambulatori specialistici all’interno dell’imponente presidio in località Insiti.

Ad accompagnare la vigilia è giunta anche la riflessione affidata ai social dall’ingegner Domenico Gerardo Petrone, Project Manager dell’opera, che nello mostrare le immagini dei corridoi ancora immacolati ha sottolineato il valore simbolico del momento: «Tra pochi giorni questi corridoi non saranno più soltanto corridoi. Saranno percorsi da persone, professionisti sanitari, pazienti e famiglie. Non è ancora il traguardo finale, ma l’inizio di qualcosa di molto più importante».

Tuttavia, al netto dell’entusiasmo e delle cerimonie imminenti, basta varcare i cancelli di Insiti o osservare l’area circostante per comprendere come l’avvio delle attività si scontri con una realtà logistica e infrastrutturale piena di ombre e nodi ancora irrisolti.

Il paradosso del cantiere aperto: pazienza, caschetti e registrazioni all’ingresso

La domanda che in molti si pongono in queste ore è semplice: come farà l’utenza ad accedere da martedì agli ambulatori? Il gigantesco complesso di Insiti è infatti, a tutti gli effetti, ancora un cantiere in piena attività.

Intorno alla struttura non esiste una viabilità d’accesso definita: l’area è circondata da terra battuta, mezzi pesanti in movimento e materiali da costruzione stoccati a vista. Un ambiente progettato per maestranze e tecnici, non certo idoneo ad accogliere pazienti, anziani o persone con ridotta mobilità. Per entrare nell’area, oggi, occorre registrarsi ai varchi d’accesso come in un qualsiasi cantiere edile. Resta la forte curiosità di capire quale “percorso ad ostacoli” sarà riservato ai cittadini per raggiungere le stanze delle visite, tra il polverone dei lavori in corso e la convivenza forzata tra medici, pazienti e operai edile.

La viabilità al palo: il nodo della SP 195 passata ad Anas

Sul fronte delle infrastrutture esterne la situazione non è meno complessa. I tanto auspicati interventi di adeguamento e ammodernamento della Strada Provinciale 195 — la principale arteria che avrebbe dovuto garantire il collegamento rapido verso il nosocomio — non sono mai partiti.

L’iter a carico del Comune si è infatti bloccato a causa del passaggio delle competenze in capo ad Anas: il tratto della SP 195 è stato infatti riassorbito e inserito all’interno del più ampio tracciato della nuova Statale 106 Sibari-Rossano. Risultato? Tempi inevitabilmente dilatati e un’arteria di collegamento che, allo stato attuale, resta del tutto inadeguata a sostenere i flussi di traffico di una struttura sanitaria di livello regionale.

Lo scontro sulla depurazione: il muro contro muro tra Daffinà e Stasi

Se la viabilità piange, il capitolo dei servizi a rete è diventato terreno di scontro politico e istituzionale. A tenere banco negli ultimi giorni è la scottante questione dello smaltimento dei reflui. Dalla struttura commissariale guidata dal subcommissario alla depurazione Tonino Daffinà è giunto nei giorni scorsi l’annuncio della consegna dei lavori da 2,3 milioni di euro per il collettamento fognario verso il depuratore comunale di Boscarello.

Un passo in avanti che ha però incassato l’immediato e duro altolà del sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi. Il primo cittadino si è detto pronto a mettersi di traverso, denunciando il rischio di un sovraccarico dell’impianto cittadino e la confusione tra il presunto “depuratore autonomo” interno al cantiere e le opere di allaccio alla rete comunale. Stasi ha già chiarito che senza un preventivo e complessivo potenziamento del depuratore di Boscarello e il rispetto delle procedure autorizzative non firmerà alcuna autorizzazione, agitando lo spettro di un contenzioso che rischia di bloccare le autorizzazioni definitive.

Martedì, dunque, si alzerà il sipario su un primo frammento dell’Ospedale della Sibaritide. Ma oltre le forbici e i nastri d’ordinanza, la giornata servirà soprattutto a verificare sullo stato dell’arte e a capire quanto ancora ci sia da faticare affinché la struttura passi da un cantiere ad alto rischio ingorgo a un vero e funzionante polo sanitario per il territorio.

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