Inflazione, la Calabria si conferma maglia nera: il carovita stanga le famiglie e taglia i risparmi

CALABRIA- La morsa dell’inflazione non concede tregua alle famiglie calabresi. La Calabria si conferma tra le regioni italiane più penalizzate dal rialzo generalizzato dei prezzi, registrando dinamiche di rincaro nettamente superiori rispetto alla media nazionale e mettendo a dura prova la tenuta economica dei bilanci familiari.

I dati Istat: Calabria prima per aumento dei prezzi

Secondo le ultime rilevazioni dell’Istat relative al mese di luglio, l’indice dei prezzi al consumo in Calabria ha fatto segnare un incremento del 3,5% su base annua, un valore distante dal +2,9% registrato a livello nazionale. Il dato segue la scia di quello di giugno (+3,8%), mese in cui la regione aveva già ottenuto il primato per la crescita dei prezzi più elevata d’Italia.

L’impatto sul territorio regionale mostra tuttavia un andamento a macchia di leopardo, con picchi particolarmente acuti nei centri urbani principali:

  • Reggio Calabria: raggiunge un’inflazione del 4,0%, collocandosi ai vertici nazionali per rincari.
  • Cosenza: registra un aumento del 3,8%.
  • Catanzaro: attesta l’incremento al 3,2%.

Un salasso da oltre 750 euro all’anno per nucleo familiare

Dietro le percentuali si nasconde un peso concreto sulla vita di tutti i giorni, in un territorio storicamente caratterizzato da livelli reddituali mediamente contenuti. Secondo le stime elaborate dall’Unione Nazionale Consumatori sui dati Istat, l’andamento inflazionistico si traduce per una famiglia tipo calabrese in una maggiore spesa annua di circa 752 euro.

A spingere verso l’alto i costi sono principalmente i beni di prima necessità e le forniture primarie. A livello generale, mentre gli alimentari non lavorati registrano una crescita del +3,6%, sono soprattutto i beni energetici a impennarsi: +11,4% per i non regolamentati e +14,8% per quelli regolamentati. Si nota una leggera decelerazione soltanto sul “carrello della spesa” (+1,0%), un rallentamento che tuttavia indica una crescita meno rapida e non un calo effettivo dei listini.

L’allarme di Consumatori Italiani Calabria ETS

Sulla questione è intervenuta Silvia Barbaro, Presidente di Consumatori Italiani Calabria ETS, che evidenzia come il divario tra l’aumento del costo della vita e la stabilità dei redditi stia erodendo in modo critico il potere d’acquisto dei cittadini.

«Per le famiglie la questione centrale rimane il rapporto tra prezzi e redditi. Quando il costo di beni e servizi aumenta più rapidamente delle disponibilità economiche, si è costretti a destinare una quota maggiore del bilancio alle spese essenziali, riducendo i margini di risparmio e penalizzando i consumi locali», spiega Silvia Barbaro.

L’associazione sottolinea la necessità di un monitoraggio costante e capillare dell’andamento dei prezzi su scala provinciale e regionale, invitando le istituzioni ad attuare politiche trasparenti di tutela per i consumatori e di contrasto ad eventuali anomalie speculative sui mercati.

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