CASTROVILLARI- Presunti lotti falsificati e dati sanitari, nuove accuse riaprono il dossier sulla campagna di somministrazione e si allarga e punta al livello nazionale. L’inchiesta giudiziaria aperta presso la Procura della Repubblica di Castrovillari attorno alla gestione dei sieri vaccinali e alla tracciabilità dei certificati sanitari continua ad arricchirsi di nuovi ed inquietanti capitoli.
Non si tratta di una vicenda recente, bensì del proseguimento di un’articolata e delicata attività d’indagine che dura ormai da oltre un anno. Un dossier complesso le cui origini risalgono alle prime azioni legali intraprese da G.C., il quale, a seguito della somministrazione del vaccino, ha iniziato ad accusare gravi malori che si sono progressivamente trasformati in una patologia cronica. Da quel primo esposto, le verifiche della Magistratura non si sono mai fermate, trasformando una vicenda individuale in una vera e propria inchiesta d’ampio raggio destinata ad avere possibili ripercussioni ben oltre i confini regionali. Il fascicolo giudiziario è attualmente coordinato dal Pubblico Ministero, il dottor Luca Primicerio, sotto la direzione del Procuratore Capo della Repubblica di Castrovillari, il dottor D’Alessio. La Procura è ora chiamata a valutare un ulteriore e dettagliato atto integrativo formalmente depositato dall’avvocato Domenico Sommario del Foro di Castrovillari, legale di fiducia di G.C. Nell’atto d’integrazione, la difesa chiede formalmente al Procuratore Capo D’Alessio e al PM Primicerio di disporre l’acquisizione del fascicolo d’ufficio e di procedere alla riapertura e contestuale riunione del procedimento penale che vede coinvolto un altro cittadino, F.S., in qualità di parte offesa, ipotizzando una matrice comune ed esecutori identici nelle presunte irregolarità riscontrate sui codici identificativi delle somministrazioni. Al centro dell’approfondimento investigativo vi è un doppio filone che tocca da vicino la sicurezza sanitaria e la regolarità amministrativa.
Da un lato si sollecitano accertamenti rigorosi per verificare se possano essere stati inoculati preparati vaccinali oltre le canoniche sei ore dall’apertura dei flaconi multidose, momento in cui il prodotto potrebbe andare incontro a processi di degradazione chimica con potenziali e gravi rischi per la salute. Dall’altro, l’esposto pone l’accento su un presunto meccanismo di clonazione dei lotti. Secondo le ricostruzioni contenute nelle denunce, soggetti infedeli avrebbero potuto intercettare codici di lotto reali ed attivi per poi moltiplicarne le registrazioni nei database della sanità regionale, associandoli a un numero di persone nettamente superiore rispetto alle dosi fisicamente disponibili per ciascuna fiala, al fine di rilasciare certificazioni verdi irregolari. A sostegno dell’azione della Magistratura si colloca anche l’iniziativa del Comitato “Tutela per la libertà” di Rossano che, sempre con l’ausilio dello studio legale Sommario, sta raccogliendo un numero crescente di adesioni tra persone danneggiate e familiari di soggetti deceduti.
L’obiettivo espresso dal comitato è quello di rivolgersi al Procuratore Generale per sollecitare il sequestro dei registri di carico e scarico di tutti i lotti vaccinali distribuiti nei presidi del territorio. Una richiesta di trasparenza totale che si scontra, secondo quanto lamentato dai legali, con ripetuti dinieghi e difficoltà nell’accesso agli atti e ai consensi informati presso le aziende sanitarie locali di Rossano e Cosenza, spingendo gli inquirenti di Castrovillari a verificare l’eventuale sussistenza di condotte omissive. L’indagine della Procura di Castrovillari si conferma, dunque, un perno fondamentale per fare piena luce su uno degli aspetti più controversi della gestione emergenziale.



























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