Schiavonea si ferma per i suoi figli: 51 anni fa la tragedia dei pescherecci Celi e Curatolo

CORIGLIANO ROSSANO- Il 31 dicembre la commemorazione solenne in Piazza Fratelli Celi e Curatolo. Il ricordo di quella notte del 1974 in cui il mare non restituì dodici pescatori. Ci sono date che il tempo non può sbiadire, ferite che restano incise nel DNA di una comunità intera. Per il borgo marinaro di Schiavonea, il 31 dicembre non è solo la vigilia di un nuovo inizio, ma il giorno del silenzio e del ricordo. Sono passati cinquantuno anni da quella notte del 1974 in cui il mare, da compagno di vita e fonte di sostentamento, si trasformò in un abisso senza ritorno per dodici uomini.

L’ultima uscita dei “giganti del mare”

Era l’ultimo giorno dell’anno quando i pescherecci “Nuova Sant’Angelo” e “Madonna Santissima” salparono dal porto. A bordo c’erano dodici figli di questa terra, appartenenti alle storiche famiglie Celi e Curatolo. Non fecero più ritorno. I nomi di Francesco, Rocco, Nicola, Carlo, Angelo e Cosimo Celi, insieme a quelli di Stefano, Luciano, Salvatore, Antonio, Marino e Giuseppe Curatolo, sono oggi scritti nel cuore di Schiavonea.

In quell’inferno d’acqua, solo una voce riuscì a vincere la furia degli elementi: quella di Cosimo Marghella, allora ventiduenne, unico sopravvissuto e testimone oculare di una tragedia che ha segnato la sua esistenza e quella di un intero popolo.

La commemorazione pubblica

Per onorare questo legame indissolubile con il proprio passato, l’Amministrazione Comunale di Corigliano-Rossano ha indetto un momento di raccoglimento pubblico. La cerimonia si terrà mercoledì 31 dicembre 2025, alle ore 12:00, proprio in Piazza Fratelli Celi e Curatolo.

“Nel silenzio del mare, il nostro ricordo non tace” recita lo slogan che accompagna l’iniziativa, a testimonianza di una memoria che si tramanda di generazione in generazione. Sarà un rito semplice, fatto di sguardi e rispetto, tipico delle genti di mare che sanno quanto possa essere profondo il dolore per chi non è tornato a terra.

Un’identità scolpita nel dolore

Una commemorazione che sottolinea come il mare di Schiavonea sia stato spesso “culla di vita e lavoro”, ma anche custode di pagine di profondo dolore. La cittadinanza è invitata a partecipare in massa per dimostrare che, a distanza di oltre mezzo secolo, il sacrificio di quei padri, fratelli e amici non è stato dimenticato. In una giornata solitamente dedicata ai festeggiamenti, Corigliano sceglie di dedicare un pensiero solenne a chi, in quella notte di cinquantuno anni fa, affidò il suo destino alle onde per non riemergere mai più.

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