Caso Villapiana, l’affondo di Rifondazione: «Basta finto civismo, serve una nuova stagione politica»

VILLAPIANA – Non è solo una questione di equilibri locali, ma un vero e proprio “veleno” che rischia di paralizzare il territorio. Il Circolo “N. Converti” di Rifondazione Comunista interviene duramente sul cosiddetto “caso Villapiana”, prendendo di mira le recenti posizioni del Partito Democratico locale e, più in generale, quella deriva civica che — secondo il PRC — nasconderebbe solo operazioni di potere trasformista.

Il fallimento del “Civismo di facciata”

Secondo i rappresentanti di Rifondazione, le ultime uscite del segretario cittadino del PD di Villapiana sarebbero solo un tentativo di “mettere una toppa” a una situazione ormai compromessa. Il cuore della critica è il superamento del populismo civico, definito un vero e proprio “cavallo di Troia”.

“Le nostre periferie esigono preparazione e onestà intellettuale”, si legge nella nota. Il PRC punta il dito contro quelle maggioranze che si definiscono civiche ma che, nei fatti, fungerebbero da “carrozzone elettorale” per esponenti del governo regionale di centrodestra, citando esplicitamente l’influenza dell’assessore Gianluca Gallo e le ambiguità di sindaci tesserati con il centrosinistra ma attratti dalle “sirene” della Lega e del progetto del Ponte.

La mappa del potere nel comprensorio

L’analisi di Rifondazione si estende a macchia d’olio su tutto l’Alto Jonio e la Sibaritide, disegnando un quadro di profonda incertezza politica:

  • Trebisacce, Amendolara e Roseto: descritte come realtà dove il “colore del potere” è indecifrabile, creando una “macedonia amara” per i cittadini.
  • Spezzano, Rocca e Montegiordano: dove regnerebbe l’uomo solo al comando, con amministrazioni impegnate più nei “selfie sui social” e nell’ordinaria manutenzione dell’asfalto che nelle grandi sfide collettive.

Il giudizio sui servizi essenziali è senza appello: trasporti, accoglienza, istruzione e sanità pubblica sono definiti “da terzo mondo”, mentre la politica si arrocca nei suoi “nuovi castelli” ignorando i bisogni reali.

L’appello alle “Sinistre vere”

Per uscire da questo stallo, Rifondazione Comunista propone una ricetta chiara: tornare alla Politica con la P maiuscola, fatta di ideali e progetti a lungo termine, rifiutando le coalizioni dell’ultimo minuto costruite solo sui nomi.

“Le clientele si battono solo con un laboratorio politico serio”, dichiara il Circolo Converti, invitando le forze progressiste a unirsi in un progetto che valorizzi una classe dirigente giovane non solo per anagrafe, ma per mentalità. L’obiettivo è chiaro: smettere di essere marginali nelle scelte regionali e restituire dignità a un territorio che merita di più.

Il PRC conclude proponendosi come forza di mediazione e lotta, pronta a denunciare “senza temere niente e nessuno” lo sfacelo generale prodotto dall’assenza di una base storica e ideale.

Tag:

Produzione video professionali per privati, aziende ed enti pubblici.