Crisi del commercio: l’ Associazione dei Commercianti chiede un tavolo di confronto

associazione dei commercianti Corigliano Enzo Natozza
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CORIGLIANO ROSSANO- La desertificazione e la lenta agonia dei centri storici cittadini rappresentano ormai una ferita aperta nel tessuto sociale ed economico del territorio, dove la progressiva chiusura delle botteghe di vicinanza sta privando i borghi non solo di fondamentali servizi, ma anche di quel presidio di sicurezza e vitalità urbana che ha sempre caratterizzato i quartieri storici. A rimarcarlo con forza è l’Associazione Commercianti del territorio di Corigliano, guidata dal presidente Vincenzo Natozza, che proprio per fronteggiare questa drammatica deriva ha ufficialmente protocollato lo scorso 19 ottobre una richiesta formale indirizzata al sindaco Flavio Stasi, invocando la convocazione immediata di un tavolo istituzionale permanente.

L’obiettivo del sodalizio è riunire attorno allo stesso tavolo l’amministrazione comunale, i parlamentari, gli enti regionali e provinciali, i sindacati e le categorie produttive per arginare una crisi che affonda le radici in dati nazionali e locali allarmanti. Tra il 2019 e il 2025 in Italia sono scomparse circa 140mila attività commerciali, di cui 111mila negozi e 24mila bar, e il trend del 2026 conferma una proporzione impietosa che vede quasi tre chiusure registrate per ogni nuova apertura. Una contrazione economica e sociale aggravata dall’avanzata inarrestabile dell’e-commerce, che in pochi anni ha sottratto alle economie territoriali ben 16,7 miliardi di euro, accelerando la desertificazione dei centri urbani.

Dietro le serrande abbassate si celano cause strutturali complesse, tra cui il calo drastico della spesa delle famiglie, i costi fissi elevatissimi legati soprattutto ai canoni di affitto e le enormi difficoltà di accesso al credito bancario per i piccoli operatori costretti a reggersi unicamente sui risparmi personali. Di fronte a questo scenario, l’Associazione Commercianti ribadisce che la politica non può più temporeggiare e indica tre direttrici imprescindibili: la rigenerazione urbana con incentivi fiscali e agevolazioni per le locazioni nei borghi, la semplificazione burocratica e il sostegno al ricambio generazionale.

In particolare, per i centri storici di Corigliano-Rossano, il presidente Natozza rilancia soluzioni concrete avanzate da tempo e finora rimaste inascoltate: il riconoscimento dei borghi come “centri commerciali all’aperto”, la riqualificazione dell’arredo urbano, la programmazione di eventi attrattivi, la creazione di aree di sosta agevolate e l’applicazione di percorsi di compensazione negoziata della crisi d’impresa. «Non c’è più tempo da perdere — conclude l’associazione —; bisogna agire subito per evitare che i nostri centri storici perdano definitivamente anima, economia e sicurezza».

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