Aterp Calabria, buco da 4,4 milioni per canoni mai riscossi: la Corte dei Conti stringe il cerchio su 9 dirigenti

CATANZARO – Una gestione dei canoni di locazione segnata, secondo l’accusa, da una grave “inerzia amministrativa” e una voragine erariale che sfiora i quattro milioni e mezzo di euro. Sono questi i pilastri dell’inchiesta della Procura regionale della Corte dei Conti della Calabria che vede coinvolti nove tra dirigenti ed ex vertici dell’Aterp Calabria (Azienda Territoriale per l’Edilizia Residenziale Pubblica).

I militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Catanzaro hanno notificato ai diretti interessati un formale “invito a dedurre”. Al centro degli accertamenti c’è la gestione di un patrimonio immobiliare immenso, composto da oltre 12mila alloggi popolari sparsi su tutto il territorio regionale.

Le accuse: canoni fantasma e crediti prescritti

L’attività investigativa delle Fiamme Gialle si è concentrata sulla mancata riscossione delle morosità accumulate negli anni dagli assegnatari degli immobili. Secondo l’ipotesi della magistratura contabile, guidata in questa tranche istruttoria dal pubblico ministero Costantino Nassis, i vertici dell’ente pubblico avrebbero omesso di attivare tempestivamente le procedure di recupero crediti o, laddove necessario, le azioni di sfratto e revoca dell’assegnazione.

Questo immobilismo amministrativo avrebbe prodotto un doppio binario di danno:

  • La perdita diretta delle somme: il mancato incasso di milioni di euro destinati alle casse pubbliche.
  • La prescrizione dei crediti: una fetta consistente delle somme dovute dai morosi è ormai irrecuperabile per il decorso dei termini di legge, cristallizzando così il presunto danno erariale da 4.400.000 euro.

Dalle indagini è emerso inoltre uno scenario di disordine gestionale, caratterizzato dalla carenza di una rendicontazione analitica e dall’assenza di protocolli rigorosi nel monitoraggio delle locazioni.

I nomi dei dirigenti e commissari coinvolti

La magistratura contabile ha individuato precise responsabilità a carico di figure apicali, attuali e passate, dell’azienda regionale e del distretto catanzarese. I soggetti chiamati a fornire chiarimenti sono:

  • Maria Grazia Iannini (50 anni, di Corigliano-Rossano) – attuale commissario straordinario dell’Aterp;
  • Ambrogio Mascherpa (61 anni, di Rende) – ex commissario;
  • Paolo Petrolo (di Vibo Valentia) – ex commissario;
  • Pasquale Cannatellidirettore amministrativo Aterp;
  • Mario Talaricodirettore amministrativo;
  • Eugenia Rita Minicò (68 anni) – direttore amministrativo;
  • Domenico Albino (68 anni, di Lamezia Terme) – dirigente amministrativo;
  • Giuseppe Barilaro (37 anni, di Catanzaro) – dirigente amministrativo;
  • Luciano De Pascali (di Vibo Valentia) – dirigente amministrativo.

La fase difensiva: cos’è l’invito a dedurre

È fondamentale sottolineare la natura tecnica del provvedimento notificato in queste ore ai nove destinatari.

Nota di garanzia: L’invito a dedurre non equivale a una sentenza di condanna né a un accertamento definitivo di colpevolezza. Si tratta di un atto tipico del processo contabile con cui la Procura della Corte dei Conti contesta formalmente le irregolarità riscontrate, offrendo ai presunti responsabili un termine per presentare memorie difensive, produrre documenti o chiedere di essere ascoltati di persona.

Solo al termine di questa fase di confronto la Procura deciderà se archiviare le singole posizioni o procedere con l’atto di citazione in giudizio davanti al collegio giudicante della Corte dei Conti calabrese.

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