CORIGLIANO ROSSANO- Passare dalla semplice unificazione amministrativa alla concreta costruzione di un unico sistema urbano. È questo il cuore del nuovo intervento promosso dalla Consulta “Cantiere del Territorio”, siglato dal segretario cittadino del Partito Democratico Francesco Madeo e dal capogruppo in Consiglio comunale Giuseppe Candreva, che accende i riflettori sulla pianificazione e sul futuro dello sviluppo urbanistico di Corigliano-Rossano. Al centro del dibattito vi è la necessità di superare la mera somma di strumenti urbanistici, periferie ed esigenze ereditate dalle due realtà originarie per adottare, finalmente, una visione strategica unitaria. Un processo che, come sottolineano i promotori della nota, non punta ad annullare le differenze, bensì a valorizzare le specificità storiche e identitarie di Corigliano e di Rossano all’interno di un progetto d’insieme, mettendo in relazione le diverse aree per evitare che continuino a crescere secondo logiche frammentate. Il percorso delineato richiede un passaggio immediato dalla fase di programmazione a quella esecutiva.
L’obiettivo indicato riguarda il completamento dell’iter del Piano Strutturale Associato (PSA), affiancato da un Piano Operativo (POT) in grado di stabilire nell’immediato le direttrici dello sviluppo, le zone da sottoporre a rigenerazione, la localizzazione dei servizi e la connessione tra i quartieri. La prospettiva ideale non è quella di concentrare le funzioni in un solo polo, ma di strutturare un modello di città policentrica: un sistema in cui i centri storici, le zone costiere, le contrade, le aree produttive e i nuovi nuclei urbani siano integrati attraverso una rete efficiente di collegamenti, spazi pubblici riqualificati, parchi verdi e percorsi ciclopedonali. Un principio cardine della proposta riguarda la priorità da assegnare alla riqualificazione dell’esistente rispetto al consumo di nuovo suolo. Prima di ipotizzare un’espansione del perimetro urbano, l’attenzione dovrà concentrarsi sul recupero delle aree degradate e degli immobili inutilizzati, inserendo anche i centri storici in questa dinamica di rilancio, non come semplici luoghi di conservazione ma come spazi vivi ricchi di servizi, residenzialità e cultura.
Per il “Cantiere del Territorio”, la qualità della nuova dimensione urbana si misurerà sulla capacità di garantire ai cittadini l’accesso ai servizi essenziali in sicurezza e mobilità sostenibile, gettando le basi per una comunità integrata e proiettata verso il futuro.
























