CORIGLIANO-ROSSANO – Imbarcazioni ormeggiate e pescherie vuote: la marineria jonica in ginocchio per il raddoppio dei costi del carburante. Vertice d’urgenza al Mercato Ittico con i vertici regionali di Forza Italia.
Il cuore pulsante dell’economia ittica calabrese si è fermato. Da giorni, il Porto di Corigliano è lo scenario di una protesta disperata: le imbarcazioni della marineria di Schiavonea, pilastro storico e produttivo della regione, restano ormeggiate alle banchine. Uno sciopero forzato che ha svuotato i banchi delle pescherie locali e gettato nell’incertezza centinaia di famiglie.
L’impennata dei costi: «Ogni uscita è una perdita»
Il grido d’allarme dei pescatori è legato a numeri insostenibili. Il prezzo del gasolio è passato repentinamente da 75 centesimi a 1,43 euro al litro. «Non si può più andare avanti così», spiegano gli operatori durante la mobilitazione. «Siamo costretti a restare fermi perché i costi vivi superano il ricavato della pesca. È a rischio il sostentamento di un’intera comunità».
Il vertice al Mercato Ittico: la politica cerca soluzioni
In questo clima di forte esasperazione, nella giornata del 25 aprile, si è tenuto un importante incontro nei locali del Mercato Ittico. L’assessore regionale all’Agricoltura e Risorse Agroalimentari con delega alla Pesca, Gianluca Gallo, ha incontrato i pescatori per ascoltare le istanze del comparto. Presenti al tavolo anche l’assessore comunale Pasqualina Straface, il commissario cittadino di Forza Italia, Giuseppe Turano, e Cataldo Minò nella doppia veste di presidente Presidente del FLAG I Borghi Marinari dello Jonio e sindaco di Cariati.
Durante la riunione, i rappresentanti della marineria hanno ribadito la necessità di interventi urgenti e strutturali per calmierare il costo del carburante e fornire sussidi diretti. Il confronto è stato definito “costruttivo” dai rappresentanti istituzionali, con l’impegno di portare le richieste del territorio sui tavoli regionali e nazionali.
Emergenza sociale e identitaria
Quella di Schiavonea non è solo una crisi economica, ma una vera emergenza sociale. Il blocco delle attività colpisce una filiera che da generazioni garantisce l’identità e l’economia della Sibaritide. «Continueremo a lavorare con impegno per dare risposte concrete», hanno dichiarato Straface e Turano a margine dell’incontro, sottolineando come la priorità sia garantire un futuro sostenibile a un settore oggi messo all’angolo dalla congiuntura internazionale.
Tuttavia, la fermezza dei pescatori rimane alta: «Fino a quando non avremo certezze sui sussidi e misure idonee, i motori resteranno spenti». Una sfida complessa per le istituzioni, chiamate a salvare una delle tradizioni produttive più nobili della Calabria prima che il peso dei costi ne decreti la scomparsa definitiva.

























