Fondi fusione e legge 15, Stasi frena la maggioranza regionale

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CORIGLIANO ROSSANO- Lo scontro sui fondi destinati ai Comuni nati da percorsi di fusione approda a Palazzo Campanella e accende il dibattito politico regionale. Al centro del contendere c’è la legge regionale 15 del 2006, la norma sul riordino territoriale che all’articolo 5 prevede l’erogazione di contributi straordinari per dieci anni in favore delle realtà sorte dall’unione di più municipalità. Una misura mai erogata a Corigliano-Rossano (così come a Casali del Manco) sin dal 2018 e che ora rischia di sparire definitivamente.

A riaprire il caso è stato il sindaco Flavio Stasi, che lo scorso 9 luglio ha formalmente inviato un’istanza agli uffici della Regione Calabria per chiedere il riconoscimento dei fondi arretrati dovuti alla città ionica. Un’iniziativa affiancata dall’interrogazione presentata in Consiglio regionale dalla presidente dell’assise cittadina, Rosellina Madeo, per sollecitare l’intervento della Giunta.

La contromossa di Palazzo Campanella e la proposta di abrogazione

Proprio mentre la burocrazia regionale avviava i primi contatti con il Comune per l’apertura di un tavolo tecnico, il quadro istituzionale si è complicato. Con la convocazione della Prima Commissione consiliare, è emersa infatti una proposta di legge firmata dai capigruppo di maggioranza – Pitaro, Caputo, Brutto, Mattiani e Giannetta – datata 27 luglio, che punta al totale cancellamento della legge 15/2006.

Secondo i promotori del testo, la norma del 2006 sarebbe ormai «superata dal quadro normativo statale» e priva di sostenibilità finanziaria, considerando che il fondo regionale non viene alimentato dal 2013. Una mossa arrivata a due sole settimane di distanza dalla richiesta formale presentata dal primo cittadino ionico.

Stasi: «Confusione nella maggioranza, confido nei vertici regionali»

La coincidenza temporale tra l’istanza del Comune e il blitz per cancellare la legge non è passata inosservata, ma il sindaco Stasi sceglie la via dell’equilibrio e del richiamo al rispetto istituzionale: «Non voglio neanche pensare che questa proposta di abrogazione rappresenti la risposta diretta alla mia istanza. Significherebbe un comportamento lontano dal corretto senso delle istituzioni, del tutto inaccettabile. Voglio credere piuttosto a un errore di valutazione o a un momento di confusione interno alla maggioranza regionale».

Il primo cittadino rimarca inoltre l’incongruenza politica di un’eventuale cancellazione della norma, ricordando come gli stessi firmatari della proposta abbiano sostenuto con convinzione i recenti progetti di fusione sul territorio calabrese: «Sarebbe del tutto incoerente promuovere i processi di riorganizzazione territoriale e poi azzerare le leggi che premiano le comunità che hanno affrontato un percorso di fusione con un referendum condiviso. Nelle altre regioni italiane gli enti locali ricevono incentivi regionali ben superiori a quelli statali. Confido nella coerenza della Giunta e del presidente affinché si apra un confronto serio per valorizzare i Comuni fusi anziché penalizzarli».

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