CORIGLIANO ROSSANO- Il movimento politico Futuro Nazionale, guidato a livello nazionale dal generale Roberto Vannacci, continua a strutturarsi capillarmente in Calabria. In occasione dell’assemblea regionale tenutasi a Lamezia Terme, Giovanni Antoniotti, esponente del movimento per il territorio di Corigliano-Rossano, ha tracciato la linea programmatica e ideale del gruppo, formalizzando una proposta cruciale per il rilancio geopolitico ed economico delle regioni meridionali.
Nel corso del suo intervento, Antoniotti ha espresso piena condivisione per la nomina dell’onorevole Domenico Furgiuele a coordinatore regionale, definendola un significativo passo avanti per l’affermazione del movimento in sinergia con i comitati territoriali. Rivendicando con fermezza le radici storiche della propria identità politica, l’esponente di Corigliano-Rossano ha delineato i pilastri di una destra declinata in chiave sociale e nazionale, orientata a contrastare le disuguaglianze nate dalla globalizzazione, a difendere il primato degli interessi nazionali e a rifiutare le logiche dell’atlantismo in favore di una visione di Europa-Nazione.
Il focus centrale dell’intervento si è poi spostato sulle emergenze e sulle potenzialità della Calabria e del Sud, intesi come frontiera cruciale per la sicurezza complessiva del Paese. Secondo Antoniotti, il riscatto del Mezzogiorno passa inevitabilmente attraverso politiche rigorose di controllo dei confini meridionali, il contrasto alla criminalità organizzata e il freno allo spopolamento, respingendo l’idea che i flussi migratori possano rappresentare una soluzione demografica o economica.
In questa cornice geopolitica, Antoniotti ha rivolto un preciso auspicio ai vertici del movimento presenti all’iniziativa, tra cui il responsabile per il Sud Rossano Sasso, il professor Antonio Rinaldi e lo stesso coordinatore regionale Furgiuele. La richiesta formale è quella di farsi promotori attivi di un vero e proprio Manifesto programmatico per il Mezzogiorno che sappia rimettere al centro l’agenda calabrese, trasformando la regione e l’intero Sud da storico problema a fulcro strategico dell’indipendenza energetica e delle dinamiche politiche nel Mediterraneo.
























