Sanità a Corigliano-Rossano, scoppia il caso Oncologia: Scutellà (M5S) e Bosco denunciano i disagi per i pazienti più fragili

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CORIGLIANO-ROSSANO – Lo Spoke di Corigliano-Rossano finisce nuovamente al centro di una dura bufera politica e gestionale. Al centro della polemica, questa volta, c’è il delicatissimo servizio di assistenza ai pazienti oncologici, descritto come un vero e proprio “percorso a ostacoli” a causa di carenze di personale specializzato e di scelte logistiche fortemente contestate. Un grido d’allarme che unisce, in queste ore, il Consiglio regionale e l’assise comunale in un’unica richiesta di intervento immediato.

L’affondo di Scutellà (M5S): «Cure a rischio, la Regione intervenga subito»

A portare il caso sui banchi della Regione Calabria è Elisa Scutellà, capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale, che ha depositato un’interrogazione urgente indirizzata alla Giunta.

«Non possiamo accettare che i pazienti oncologici siano costretti a subire ulteriori ostacoli e disagi a causa delle criticità organizzative del sistema sanitario regionale», dichiara fermamente Scutellà.

Il focus dell’esponente pentastellata si concentra sulla carenza di personale infermieristico adeguatamente formato per l’impianto e la gestione di PICC e port, i dispositivi vascolari fondamentali per poter somministrare le terapie chemioterapiche. Senza questa assistenza specialistica, il rischio concreto è la compromissione della continuità delle cure, costringendo i malati a dolorose “migrazioni” verso altre strutture sanitarie, con conseguenti ritardi e aggravio di costi per le famiglie.

Scutellà ricorda come questo sia solo l’ennesimo tassello di una crisi cronica del personale che investe i presidi cittadini: dalla carenza di anestesisti (con il rischio di paralisi delle sale operatorie) fino alle ombre sul futuro di Pediatria, per cui si teme un ridimensionamento a mero ambulatorio.

Il caso del trasferimento al “Compagna” e la denuncia di Bosco

A livello locale, il consigliere comunale Giancarlo Bosco (Il Movimento del Territorio) rincara la dose, analizzando i disagi logistici nati dopo il trasferimento del reparto di Oncologia dall’ospedale “Giannettasio” di Rossano al “Compagna” di Corigliano. Una scelta, secondo Bosco, che non ha tenuto conto delle reali necessità dei malati e che sta creando enormi criticità operative:

  • Dispositivi venosi: Il personale specializzato nell’impianto di PICC e Port è rimasto in servizio presso la Rianimazione del Giannettasio (Rossano), lontano dal reparto dove ora si trovano i pazienti (Corigliano).
  • Laboratorio e Trasfusioni: I campioni prelevati al Compagna devono essere trasferiti a Rossano per essere processati, allungando inevitabilmente i tempi. Stesso discorso per le trasfusioni, dato che il centro trasfusionale è rimasto al Giannettasio.
  • Logistica e farmaci: Restano dubbi sulla presenza al Compagna della cappa di aspirazione necessaria per preparare i farmaci chemioterapici (già disponibile a Rossano), a cui si aggiungono i problemi di accessibilità del Compagna, situato nel centro storico di Corigliano e difficile da raggiungere per pazienti fortemente debilitati.

«I pazienti non possono essere trattati come numeri o pedine da spostare», attacca Bosco, paventando il rischio che molti utenti siano costretti a rivolgersi agli ospedali di Castrovillari o Cosenza anche solo per prestazioni essenziali.

Chiesta trasparenza e atti concreti

Sia Scutellà che Bosco chiedono a gran voce che la sanità torni a mettere al centro le persone e non le logiche politiche. Con l’interrogazione regionale, il Movimento 5 Stelle chiede alla Giunta se sia a conoscenza di questo quadro clinico-organizzativo e quali misure tampone intenda attivare in attesa che vengano completate le procedure di reclutamento del personale. La richiesta del territorio è univoca: servono risposte immediate per garantire il diritto alla salute e, soprattutto, la dignità dei pazienti più fragili.

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