VILLAPIANA- Terremoto nel centrodestra: la tesserata Portulano contesta il Commissario. A sinistra è scontro totale: il PRC accusa i dem di “bluff reazionario” per il sostegno a Mariolina De Marco.
Se la politica è l’arte del possibile, a Villapiana sta diventando l’arte dell’incredibile. In vista delle prossime elezioni comunali, il quadro politico locale si trasforma in un laboratorio di contraddizioni dove i confini tra schieramenti evaporano, lasciando spazio a veleni interni e alleanze che definire “insolite” appare un eufemismo.
Forza Italia: la rivolta della base contro il Commissario
Il primo fronte di crisi si apre in casa Forza Italia. La tesserata Rita Portulano ha alzato il muro del dissenso contro il metodo adottato dal Commissario cittadino, accusato di aver imposto una linea politica arbitraria senza consultare l’assemblea degli iscritti.
«Un comportamento che esclude, divide e indebolisce la comunità», attacca la Portulano in una nota durissima, parlando di una grave violazione delle prassi democratiche. Il richiamo è al ruolo del Commissario, che dovrebbe «unire e non sostituirsi al confronto». La base azzurra respinge dunque ogni scelta unilaterale e chiede il ripristino immediato della collegialità: un segnale di forte instabilità nel cuore del centrodestra proprio nel momento cruciale della formazione delle liste.
Il “caso” PD: nozze elettorali con la Lega di Salvini?
Ma se Atene piange, Sparta non ride. A sinistra esplode un caso destinato a far discutere l’intera provincia. Il Circolo del PD di Villapiana, guidato dal neo segretario Gioia, ha ufficializzato l’appoggio alla candidata a sindaco Mariolina De Marco, esponente di spicco della Lega. Una scelta giustificata dai dem come “operazione civica”, ma che ha scatenato l’ira delle Sinistre Unite (PRC Circolo “N. Converti”).
«Il PD di Villapiana ha deciso di far parte del centrodestra regionale?», chiedono provocatoriamente dal Rifondazione Comunista. Il sospetto dei progressisti è che il “flirt” tra i dem locali e la leghista De Marco — già candidata alle Regionali con Salvini — abbia radici profonde. Il PRC bolla l’accordo come un «bluff indegno», mettendo in discussione la coerenza di un Partito Democratico che a Cosenza e Catanzaro combatte la giunta Occhiuto, mentre a Villapiana sostiene chi di quella coalizione è un pilastro.
L’affondo delle Sinistre: «Un tana libera tutti inaccettabile»
L’accusa mossa al PD è quella di populismo. Secondo Rifondazione, la scusa della “lista civica” non regge: «Una Giunta non gestisce solo aiuole, ma lotta per la sanità e i trasporti. Con chi dialogherà la sindaca De Marco? Quali grandi elettori appoggeranno questo pasticcio?».
Lo scontro si sposta quindi sul piano del futuro del fronte anti-Meloni. Il “modello Villapiana”, dove il PD sostiene la Lega, viene descritto come un atto reazionario che rischia di far ridere «mezza Calabria» e di pregiudicare ogni futuro dialogo tra le forze progressiste del territorio. In un comune dove i simboli sembrano contare sempre meno, la battaglia elettorale si trasforma in un regolamento di conti interno alle coalizioni, con il rischio che l’elettore si ritrovi smarrito davanti a schemi politici ormai del tutto saltati.

























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