Martedì 4 novembre corteo, messa e deposizione della corona al Monumento dei Caduti. L’Associazione Mutilati ed Invalidi di Guerra e l’Amministrazione comunale invitano cittadini e scuole a partecipare a una giornata di gratitudine e riflessione
CORIGLIANO ROSSANO– Sarà una giornata di memoria, gratitudine e riflessione quella di martedì 4 novembre 2025, quando Corigliano Calabro celebrerà la Festa dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, in onore di tutti i Caduti per la Patria. L’iniziativa è promossa dall’Associazione Mutilati ed Invalidi di Guerra di Corigliano Calabro, in collaborazione con il Sindaco e l’Amministrazione comunale, e vedrà la partecipazione delle autorità civili e militari, delle istituzioni scolastiche e della cittadinanza. Mai come quest’anno, si sottolinea nel comunicato, emerge la necessità di trasmettere soprattutto ai più giovani il valore inestimabile della pace e la ferma condanna di ogni guerra, che in ogni epoca ha portato con sé solo dolore, distruzione e vite spezzate. La cerimonia commemorativa prenderà avvio con un corteo che partirà da Piazza Vittorio Emanuele e attraverserà le vie del centro storico fino alla Chiesa di San Francesco di Paola, dove sarà celebrata una Santa Messa in onore dei Caduti in guerra. A conclusione della celebrazione, si terrà la deposizione della corona d’alloro al Monumento dei Caduti, gesto simbolico che unisce memoria e riconoscenza verso coloro che hanno sacrificato la propria vita per la libertà e l’unità del Paese. Il Presidente dell’Associazione, Vincenzo Antonio Curcio, rinnova l’invito a tutte le forze sociali, politiche e militari, nonché alle scuole, affinché partecipino numerosi a questo momento di coesione e consapevolezza collettiva. “Il corteo che attraverserà le vie del centro storico – si legge nella nota – dovrà essere non solo un tributo a quanti sono periti per la difesa della libertà e della patria, ma anche un segno tangibile del nostro impegno a custodire e promuovere il valore della pace, di cui oggi vi è tanto bisogno”. Una ricorrenza che, oltre la ritualità, invita a guardare al passato con rispetto e al presente con responsabilità, in un tempo in cui la parola “pace” risuona più che mai come un dovere collettivo.


























