ALTO JONIO- L’agricoltura calabrese, e in particolare quella dell’Alto Jonio Cosentino, si trova a fare i conti con una crisi strutturale che rischia di mettere in ginocchio centinaia di produttori. Tra i costi di produzione che superano i ricavi, le repentine variazioni climatiche e una tutela statale considerata insufficiente, a far traboccare il vaso in questi giorni caldi è la drammatica carenza d’acqua per uso irriguo.
A farsi portavoce del grido d’allarme e della disperazione degli agricoltori del territorio non sono singoli esponenti, ma due realtà associative attive in prima linea: l’Associazione Schierarsi (piazza Villapiana) e l’Associazione “Gaia del Raganello”, quest’ultima rappresentata dal suo legale rappresentante Pierfranco Lucente. I due sodalizi sottolineano come le storiche giustificazioni legate a condutture decrepite, mancanza di invasi e cronica carenza di fondi da parte del Consorzio di Bonifica non siano più tollerabili, specie alla luce delle riforme e dei finanziamenti epocali degli ultimi anni.
La transizione al Consorzio Unico e il nodo dei finanziamenti
La governance del settore ha subìto una profonda trasformazione con la Legge Regionale n. 39/2023, che ha istituito il Consorzio Unico di Bonifica della Calabria, accorpando i precedenti undici enti provinciali. Una gestione commissariale guidata dal dottor Giacomo Giovinazzo e recentemente prorogata dal presidente della Regione Roberto Occhiuto fino alla fine del 2026.
Tuttavia, le associazioni Schierarsi e Gaia richiamano l’attenzione su un passaggio fondamentale antecedente alla riforma. Nel 2021, l’allora Ministero delle Politiche Agricole (oggi MASAF) aveva dichiarato ammissibili ben nove progetti esecutivi presentati dal vecchio Consorzio di Bonifica Integrale dei Bacini dello Jonio Cosentino (all’epoca presieduto dal prof. Marzio Blaiotta), per un valore complessivo di ben 160 milioni di euro. Risorse imponenti, stanziate nell’ambito della Missione 2 Componente 4 del PNRR (Investimento 4.3), specificamente destinate alla resilienza dell’agro-sistema irriguo e a una migliore gestione delle risorse idriche.
Tre quesiti urgenti per il Commissario Giovinazzo
Raccolte le istanze e le preoccupazioni dei produttori, che vedono seriamente minacciata non solo la qualità del raccolto e la sua commercializzazione, ma la sopravvivenza stessa delle piante, le due associazioni hanno inoltrato una richiesta formale di incontro urgente al Commissario Straordinario, Giacomo Giovinazzo. I punti sui quali si esige immediata chiarezza sono tre:
- Sapere se i progetti esecutivi dichiarati ammissibili per l’area dello Jonio Cosentino siano stati interamente finanziati.
- Conoscere se i lavori legati ai fondi PNRR siano stati effettivamente avviati nel perimetro di competenza, tenendo conto che il termine ultimo della misura è scaduto il 30 giugno 2026.
- Ottenere un quadro preciso sullo stato di avanzamento dei cantieri eventualmente già aperti.
Proposte concrete per evitare lo spreco d’acqua
L’iniziativa di Schierarsi e Gaia si muove lungo binari propositivi. In particolare, l’associazione “Gaia”, che raduna gli agricoltori dell’area di Francavilla Marittima e dei comuni limitrofi, intende portare sul tavolo del Commissario soluzioni concrete sviluppate negli ultimi anni. Il fulcro della battaglia riguarda il recupero dell’ingente quantitativo di risorsa idrica che, specie nei mesi invernali e a causa della mancanza di infrastrutture di accumulo, finisce per disperdersi letteralmente in mare.
L’auspicio espresso congiuntamente dalle associazioni Schierarsi e Gaia è che questa richiesta segni l’inizio di una stagione di interlocuzione costruttiva e trasparente tra il Consorzio Unico Regionale e chi la terra la lavora quotidianamente, interrompendo quel muro di silenzio che troppo spesso ha caratterizzato i rapporti con le vecchie gestioni parcellizzate.



























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