«La Regione non è un feudo di Forza Italia»: l’affondo del PRC contro l’editto dell’assessore Gallo

VILLAPIANA- “Se critichi la Giunta Occhiuto e non la voti, puoi dimenticarti la Regione nei prossimi cinque anni. Chi tocca i fili muore: ecco il nuovo “credo” della politica made in Forza Italia calabrese.

Ad annunciare l’editto contro i suoi avversari non è uno qualunque. Succede a Villapiana e, nell’ennesimo tour elettorale (lui sta sempre a fare campagna elettorale, si sa), l’assessore regionale Gianluca Gallo non usa mezzi termini: “Rinnoviamo i sensi della nostra stima a tutti. Ma se la gente non ci stima, è chiaro che non potrà cercarci domani perché sarà per loro una perdita di tempo e noi non vogliamo far perdere tempo a nessuno. Perché non abbiamo nemmeno noi tempo da perdere: per cui chi oggi dice che noi veniamo a fare le passerelle, con tutta la sua compagine, domani non potrà perdere tempo con noi e dovrà fare altro. Ma ricordo a tutti che noi continueremo a governare la regione per altri quattro anni e mezzo. Significa isolare Villapiana, significa non dare a Villapiana la possibilità di avere risposte”.

Abbiamo capito bene? Chi non sta dalla parte di Gallo può mettersi l’anima in pace: i suoi problemi, le sue legittime richieste, i suoi progetti… tutto può andare a farsi benedire. A Catanzaro comandano loro e non perderanno tempo con chi ha avuto, ha o avrà l’ardire di pensare, avere un proprio giudizio politico, osservare e urlare eventualmente che il “re è nudo”. Abbiamo colto appieno le parole del vincente assessore cassanese? O si è, semplicemente, spiegato male.

Nel secondo caso, attendiamo che si corregga. Nel primo, c’è da biasimare un tipo così irrituale e poco corretto di gestire la “cosa pubblica”: Gallo sappia che la Cittadella regionale non è una sua dependance personale. Sappia che il suo ruolo risponde alle esigenze e alle richieste di tutto, pure di chi non lo vota e non lo ossequia. Se ne faccia una ragione: è un eletto e non un principe reggente unto da chi sa quale divinità astrale.

Con questo clima le nostre Periferie vanno al voto locale. Questo terrorismo politico mortifica i territori e le loro popolazioni. Meritiamo, dunque, questi livelli assai bassi in fatto di discussione e rappresentanza?

Certamente no!”.

Così in una nota il circolo del PRC Circolo “N. Converti”

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