Riarmo e tagli al sociale: la CGIL scende in piazza contro la “finanziaria di guerra”

COSENZA – Una mobilitazione netta contro quella che viene definita una “finanziaria di guerra” e una deriva autoritaria che mette a rischio i diritti dei lavoratori. La CGIL di Cosenza chiama a raccolta la cittadinanza per un presidio fissato per sabato 28 febbraio, alle ore 17:30, nella cornice di Piazza XI Settembre.

Le ragioni della protesta

La data della manifestazione non è casuale: a quattro anni dall’inizio dell’invasione in Ucraina, il sindacato traccia un bilancio drammatico di circa 1,8 milioni di vittime tra civili e soldati. Per la CGIL, il conflitto rappresenta ormai uno scontro tra interessi imperialisti in un contesto di ridefinizione degli equilibri globali, aggravato dalle politiche del secondo mandato di Trump negli Stati Uniti, caratterizzato da minacce internazionali e mire espansionistiche.

Al centro della denuncia sindacale vi è l’intreccio tra economia e apparato militare. Secondo l’analisi della CGIL, le difficoltà del sistema capitalistico starebbero spingendo i grandi gruppi economici a puntare massicciamente sulla produzione bellica per preservare i profitti, orientando la società verso una militarizzazione crescente.

L’impatto sociale del riarmo

Il sindacato punta il dito contro il piano di riarmo dell’Unione Europea, che prevede investimenti per 800 miliardi di euro e un innalzamento delle spese militari fino al 5% del PIL. Una strategia che, secondo i promotori della piazza, genererà nuovo debito pubblico e pesanti politiche di austerità. A pagarne il prezzo sarebbero il welfare e le condizioni di vita dei lavoratori e dei settori popolari, penalizzati dai tagli necessari a finanziare la corsa agli armamenti.

Solidarietà internazionale

Il comunicato non tralascia il dramma in Medio Oriente, parlando apertamente di «genocidio in Palestina» ad opera del governo israeliano. La CGIL critica aspramente il ruolo della comunità internazionale e degli USA nella gestione del futuro di Gaza e della Cisgiordania, denunciando le complicità nelle dinamiche di controllo del territorio.

L’appello conclusivo è rivolto a tutte le realtà che intendono costruire un percorso condiviso contro la guerra e il riarmo. L’appuntamento per ribadire il “no” all’economia bellica è dunque per sabato pomeriggio nel cuore della città bruzia.

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