CORIGLIANO ROSSANO- Un duro atto d’accusa contro quello che viene definito un “deturpamento irreversibile” del cuore storico e identitario di Schiavonea.
L’Associazione Culturale “Corigliano Nostra” rompe il silenzio sui lavori di riqualificazione in corso in piazza Santa Maria ad Nives, sollevando una polemica destinata a far discutere l’intera comunità e l’amministrazione comunale. Al centro della contestazione ci sono i lavori finanziati tramite il bando PINQuA (Programma Innovativo Nazionale per la Qualità dell’Abitare), i cui cantieri stanno ridisegnando uno degli spazi più suggestivi del borgo marinaro. Secondo l’associazione, l’intervento starebbe snaturando un contesto urbanistico che vanta una stratificazione storica plurisecolare. Nel raggio di poche centinaia di metri, infatti, convivono emergenze architettoniche di assoluto rilievo: dalla Torre del Cupo del XVI secolo al Santuario di Santa Maria di Schiavonea del 1600, passando per la coeva Taverna fino all’ottocentesco Palazzo delle Fiere. L’attacco di “Corigliano Nostra” è rivolto in particolare alla cifra stilistica e ai materiali scelti per l’opera. Con una punta di sarcasmo, il comunicato definisce il risultato come una sorta di piscina “en plein air”, sostenendo che il disegno e la funzionalità ricercata dai progettisti sarebbero più adatti a un Acquapark o a un villaggio turistico che a una piazza storica di tale pregio.
“È incredibile come si possa deturpare un contesto urbano e storico che i nostri padri hanno realizzato nel corso di svariati secoli e gli uomini di oggi deturpano in un giorno”, si legge nella nota dell’associazione. Un grido d’allarme che punta il dito contro quella che viene definita la «consueta miopia» di chi osserva i lavori senza coglierne l’impatto distruttivo sul paesaggio. Per l’associazione, la trasformazione in atto rappresenta un punto di non ritorno che cancella l’anima della “perla jonica”. “Non c’è peggior cieco di chi non vuol vedere”, conclude duramente il sodalizio, richiamando l’opinione pubblica e le autorità a una riflessione profonda su come l’innovazione e i fondi del PNRR vengano applicati a contesti di elevato valore storico e artistico.






















