CORIGLIANO-ROSSANO – La discussione sulla riforma della legge elettorale si accende anche sul territorio della Sibaritide, dove i comitati locali intervengono con decisione su quello che reputano il fulcro nevralgico della partecipazione democratica: il ripristino del voto di preferenza. I quattro presidi cittadini di Futuro Nazionale a Corigliano-Rossano, guidati dai referenti Giovanni Antoniotti, Giovanni Dima, Daniele Spataro e Maria Lores Laera, hanno preso una posizione netta e congiunta per rivendicare il diritto degli elettori di scegliere direttamente i propri rappresentanti in Parlamento, contrastando la logica delle liste bloccate e delle nomine calate dall’alto.
I rappresentanti del movimento guidato a livello nazionale dal generale Roberto Vannacci pongono l’accento su una questione che valica i tecnicismi normativi, le soglie di sbarramento o il disegno dei collegi, toccando da vicino il rapporto fiduciario tra la base elettorale e le istituzioni. Secondo gli esponenti locali del gruppo, la progressiva privazione della facoltà di esprimere un nome sulla scheda ha prodotto nel corso degli anni un indebolimento della democrazia e un distacco sempre più marcato dei cittadini dalla vita politica, come testimoniato dall’aumento costante e preoccupante dei dati sull’astensionismo. Restituire la preferenza viene quindi indicata come l’unica strada percorribile per responsabilizzare la classe dirigente e costringere chi si candida a coltivare un legame reale e costante con il proprio territorio di riferimento.
A supporto della propria linea politica, Antoniotti, Dima, Spataro e Laera richiamano i dati emersi da una recente rilevazione dell’istituto Demopolis, secondo cui la netta maggioranza degli intervistati giudica negativamente l’assenza delle preferenze all’interno dell’attuale sistema elettorale. Per il movimento si tratta di un segnale inequivocabile del fatto che il corpo elettorale non intenda più delegare la composizione delle assemblee legislative esclusivamente alle segreterie dei partiti. La nota rimarca la differenza sostanziale tra un parlamentare che risponde direttamente ai bisogni della comunità che lo ha votato e un eletto il cui mandato rischia di essere vincolato alle dinamiche interne e ai vertici delle forze politiche che ne hanno decretato la candidatura in una posizione sicura.
La delegazione di Corigliano-Rossano ribadisce quindi la volontà di portare avanti questa iniziativa non solo come una rivendicazione normativa, ma come una vera e propria battaglia culturale per la trasparenza e la valorizzazione del merito. L’introduzione delle preferenze nella nuova legge in discussione viene definita come un passaggio cruciale per ridare centralità alla sovranità popolare, assicurando che la rappresentanza parlamentare torni a essere lo specchio del consenso reale e non il frutto di accordi logistici e burocratici di partito.

























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