CORIGLIANO ROSSANO- La presenza delle istituzioni locali al taglio del nastro per i primi ventidue ambulatori ad Insiti non placa la linea di rigore. Il sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi, pur accogliendo favorevolmente l’avvio delle prime prestazioni sanitarie, traccia una demarcazione netta tra l’apertura parziale del poliambulatorio e la reale ultimazione dell’ospedale, sollecitando il rispetto dei contratti e la massima tutela delle risorse pubbliche.
Pur ribadendo che l’interesse della comunità viene prima di ogni appartenenza politica, il primo cittadino evidenzia come lo stato dei luoghi descriva una realtà ben lontana dal completamento: «La gradualità nel trasferimento è comprensibile, ma non può diventare una giustificazione per le lavorazioni ancora da completare. Durante la visita erano visibili aree con controsoffitti aperti, cablaggi pendenti, impianti a vista e spazi ancora in condizioni di cantiere. L’apertura del poliambulatorio è un primo passo: il trasferimento delle attività ospedaliere nel loro complesso è ancora da realizzare».
Affondo diretto anche sulla gestione provvisoria dei servizi di rete e delle infrastrutture primarie, per le quali lo stesso Settore Urbanistica del Comune ha richiesto integrazioni documentali alla Segnalazione Certificata di Agibilità parziale: «Una vasca di raccolta dei reflui e un approvvigionamento d’acqua mediante autobotte sono soluzioni provvisorie, a tratti imbarazzanti ed evidentemente inadeguate per strutture ben meno delicate di un poliambulatorio sanitario. Parlare di “servizi autonomi” può rappresentare un utile espediente comunicativo, che però non ha alcun riscontro con la realtà e deve essere superato con urgenza».
Sul piano contrattuale e finanziario, la posizione del Sindaco resta ferma: la consegna di una frazione della struttura non estingue i termini dell’opera complessiva e occorre applicare le sanzioni previste per i ritardi accumulati. «L’inaugurazione di una parte della struttura non può essere utilizzata per considerare concluso ciò che concluso non è. Devono essere dunque applicate le penali previste dai contratti. Le risorse pubbliche appartengono ai cittadini e vanno tutelate, trattandosi già dell’ospedale più costoso d’Italia». Somme che, secondo la proposta dell’amministrazione comunale, andrebbero immediatamente destinate a ripristinare reparti essenziali precedentemente depennati: «Chiediamo di recuperare servizi fondamentali originariamente previsti e successivamente tagliati, a partire da Emodinamica e Medicina nucleare. Le comunità hanno bisogno di un ospedale completo e funzionante».
Stasi richiama infine le affermazioni lette durante la cerimonia dal Commissario delegato per l’edilizia sanitaria, Claudio Moroni, relative a presunti ostacoli sul cantiere: «Sono parole importanti che meritano un chiarimento nelle sedi competenti per ricostruire con precisione le responsabilità di tutti i soggetti coinvolti, da SoRiCal al Commissario per la depurazione. Continueremo a sostenere ogni passo avanti, ma con la stessa determinazione pretendiamo un ospedale degno di questo nome: di scatole vuote il territorio ne ha avute già abbastanza».



























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