CORIGLIANO ROSSANO- Il risveglio civico di Corigliano passa per i viali della Fiera di Maggio a Schiavonea. Proprio tra gli stand della storica kermesse, il banchetto per la petizione popolare dell’Osservatorio sulla Città è stato letteralmente preso d’assalto: oltre 300 le firme raccolte in una sola giornata per chiedere la convocazione di un Consiglio comunale monotematico e aperto sulla sanità. La cittadinanza chiede risposte chiare sulla riorganizzazione dello Spoke Corigliano-Rossano, un processo che finora, denunciano gli attivisti, è apparso come un senso unico di trasferimenti a favore del “Giannettasio” di Rossano, a discapito del “Guido Compagna”. Promesse disattese e reparti fantasma. Al centro della protesta c’è il mancato rispetto degli accordi sulla suddivisione delle aree: chirurgica a Rossano e medica a Corigliano. Nonostante le rassicurazioni dell’Asp di Cosenza, che aveva garantito il completamento della riorganizzazione entro la fine di aprile dopo il puntuale trasferimento di Ginecologia e Pediatria verso lo scalo rossanese, i conti non tornano. Ad oggi, al “Compagna” è approdata solo Oncologia. All’appello mancano ancora tasselli fondamentali dell’area medica come Cardiologia, Dialisi e Nefrologia, e Pneumologia. Per l’Osservatorio sulla Città si tratta dell’ennesima prova di come gli impegni assunti con il territorio siano stati disattesi.

Quello che doveva essere un riallineamento equo si è trasformato in una spoliazione che svilisce il ruolo del nosocomio coriglianese, ridotto a ricevere “contentini” mentre i servizi vitali vengono centralizzati altrove. La richiesta: un Consiglio con Occhiuto e i vertici Asp. La mobilitazione punta ora a scuotere il “colpevole silenzio” dell’amministrazione comunale e dei consiglieri di ogni colore politico. La raccolta firme mira a imporre un confronto pubblico non solo con il Sindaco e i consiglieri, ma con i veri decisori: i vertici dell’Asp di Cosenza e il Presidente della Regione Roberto Occhiuto che, dopo la revoca del commissariamento, detiene la delega alla sanità. I cittadini non sono più disposti ad accettare passivamente il “torpore” istituzionale. «Il Sindaco, che è anche il primo cittadino di Corigliano, non potrà ignorare questa montagna di firme», ribadiscono dall’Osservatorio. La richiesta è perentoria: un Consiglio comunale aperto dove i vertici della sanità calabrese spieghino perché il cronoprogramma è stato tradito e quale futuro si prospetta realmente per il “Guido Compagna” prima che l’economia di guerra e i ritardi dei nuovi ospedali cancellino definitivamente il diritto alla cura nel territorio.


























