Sicurezza del Crati, Baldino (M5S) attacca: «Roma ignora la Sibaritide, bocciati i fondi»

Vittoria Baldino M5S

CORIGLIANO-ROSSANO – La ferita dell’esondazione dello scorso febbraio rimane aperta e, con essa, divampa la polemica politica e sociale sulla gestione del fiume Crati. Mentre il territorio si organizza dal basso per chiedere interventi strutturali, da Roma arriva una doccia fredda: il Governo ha respinto in blocco gli emendamenti presentati per la messa in sicurezza dell’area.

A darne notizia è la Vicepresidente dei deputati M5S, Vittoria Baldino, che punta il dito contro quella che definisce una “inerzia colpevole” della politica regionale e nazionale. La parlamentare ha ribadito come l’alluvione di pochi mesi fa non sia stata una tragica fatalità, ma l’ennesimo capitolo di una cronaca annunciata: dal 2000 a oggi sono stati trentadue gli eventi alluvionali che hanno flagellato il bacino del Crati, causati da argini ormai secolari, un alveo mai dragato e una foce ostruita.

Il muro del Governo sugli emendamenti

Durante l’iter del “decreto maltempo” alla Camera, la rappresentante del Movimento 5 Stelle aveva proposto un pacchetto di interventi mirati per la Calabria. Nel dettaglio, le proposte prevedevano lo stanziamento di 30 milioni di euro per la pulizia e la manutenzione del fiume, 200 milioni per il ristoro delle attività produttive colpite dal fango, oltre a fondi consistenti per la viabilità provinciale e le grandi arterie come la Statale 106 e la Statale 18.

«Il Governo li ha bocciati tutti – dichiara Baldino – confermando la pessima abitudine di intervenire sempre a danno avvenuto invece di investire nella prevenzione. Si conta il danno, si promette l’intervento e poi si dimentica tutto fino alla prossima esondazione».

La mobilitazione dei “Guardiani del Crati”

In questo scenario di stallo amministrativo, emerge con forza il ruolo della cittadinanza attiva. L’incontro promosso dai “Guardiani del Crati” a Thurio, arricchito dall’analisi tecnica dell’ingegnere idraulico Paolo Veltri, segna un cambio di passo. I cittadini hanno deciso di non limitarsi alla protesta, passando all’analisi documentata e alla proposta concreta, coinvolgendo tutte le istituzioni fino alla Prefettura.

Secondo la parlamentare, i cittadini stanno sopperendo alle mancanze della politica regionale, studiando le criticità e offrendo soluzioni che rimangono, per ora, inascoltate. «I Guardiani del Crati hanno rotto lo schema del silenzio – conclude la nota della Baldino – tenendo accesa la luce su un fiume che le istituzioni vorrebbero continuare a ignorare. È tempo che il Parlamento e la Regione inizino finalmente ad ascoltare il territorio».

Il rischio, ora, è che con l’arrivo delle prossime stagioni piovose la Sibaritide si ritrovi nuovamente ostaggio di una fragilità territoriale che attende risposte da decenni, mentre i progetti di messa in sicurezza restano fermi nei cassetti della burocrazia.

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  1. Avatar agostino ammirato
    agostino ammirato

    La Baldino? Una vocazione all’assistenza.

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