CORIGLIANO ROSSANO- La marineria di Schiavonea tira un sospiro di sollievo, sfuggendo a quelle che avrebbero potuto essere le maglie fatali di un cortocircuito burocratico. È infatti imminente la pubblicazione della graduatoria relativa ai pagamenti del fermo biologico per l’annualità 2022, un provvedimento vitale per la tenuta dell’economia ittica locale, dal quale i pescatori della fascia ionica rischiavano di rimanere ingiustamente esclusi.
La vicenda, dai contorni inizialmente allarmanti per il comparto, scaturiva da una prima istruttoria condotta dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste. In quella sede, era stata contestata alla flotta di Schiavonea la mancanza del requisito relativo al raggiungimento del numero di giornate aggiuntive di fermo. Un’anomalia che, come accertato in seguito, derivava in realtà da un mero errore materiale imputabile all’istituzione competente per il rilascio del primo parere.
A sbrogliare l’intricata matassa documentale è stato il meticoloso intervento dell’avvocato ed ex Senatrice Rosa Silvana Abate. Storicamente al fianco dell’Associazione Pescatori nelle battaglie a tutela del settore, la professionista ha preso in carico la vertenza avviando una fitta e proficua rete di interlocuzioni istituzionali. Grazie al dialogo instaurato con la Capitaneria di Porto di Schiavonea e con i vertici dello stesso Ministero, supportato da ben tre viaggi a Roma, l’avvocato Abate è riuscita a ricostruire la filiera dell’errore e a sanare l’irregolarità formale.

Una volta rettificati i fascicoli, è stato possibile formulare e inoltrare le dovute osservazioni in risposta all’avviso di avvio del procedimento di archiviazione della domanda, bloccando di fatto l’esclusione e ripristinando i legittimi diritti della categoria.
A farsi portavoce della gratitudine dell’intero comparto è Maria Carmela De Luca, Presidente dell’Associazione Pescatori di Schiavonea, la quale ha tenuto a sottolineare lo spirito dell’iniziativa: «Un ringraziamento da parte di tutta l’associazione va all’avvocato Abate, che anche questa volta è stata al nostro fianco risolvendo il problema senza nulla pretendere, mossa esclusivamente dalla volontà di tutelare i nostri diritti e ripristinare la verità dei fatti».
Nelle parole della Presidente trova spazio, in chiusura, anche un fermo monito volto a tutelare la reale paternità del risultato ottenuto, mettendo a tacere possibili speculazioni: «Naturalmente non permetteremo a nessuno di prendersi il merito per questa ulteriore vertenza risolta, poiché noi siamo testimoni diretti del lavoro fatto, insieme, dalla Senatrice Abate. Chiunque tenti di intestarsi il merito di un lavoro non svolto, non merita attenzione».
Una chiosa netta che chiude una pagina complessa, restituendo serenità a un settore nevralgico per l’economia del territorio, oggi finalmente in attesa delle spettanze dovute.























