Fiera di Schiavonea allagata: Progetto Humus chiede i rimborsi agli ambulanti

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CORIGLIANO ROSSANO- La storica Fiera di Schiavonea dell’1 e 2 novembre si chiude tra le polemiche a Corigliano-Rossano. Poche ore di pioggia sono bastate per trasformare il lungomare borghigiano in uno specchio d’acqua, allagando ampie porzioni dell’area fieristica e impedendo a decine di operatori commerciali ambulanti di svolgere regolarmente la propria attività.

A farsi portavoce del malcontento di commercianti e residenti è Gianni Corrado, esponente del movimento politico Progetto Humus, che definisce la situazione «semplicemente inaccettabile» puntando il dito contro le criticità strutturali mai risolte della frazione marinara.

Ambulanti bloccati dall’acqua: le richieste di Progetto Humus

I disagi hanno colpito direttamente decine di lavoratori che avevano regolarmente versato la quota di occupazione del suolo pubblico per accedere ai posteggi fiera.

«Parliamo di lavoratori che hanno sostenuto spese, affrontato viaggi e investito denaro per partecipare a una manifestazione che avrebbe dovuto rappresentare un’occasione di lavoro e guadagno- incalza Gianni Corrado– invece, si sono ritrovati nell’impossibilità di vendere la propria merce, a causa di un problema che a Schiavonea si conosce e si trascina da anni».

Alla luce delle perdite economiche registrate dagli esercenti, Progetto Humus ha avanzato due richieste formali all’esecutivo comunale:

  1. Il rimborso immediato del canone di posteggio a favore di tutti gli ambulanti impossibilitati a lavorare a causa del maltempo e dell’insufficienza della rete di deflusso delle acque.
  2. La redazione di un piano tecnico concreto, dotato di cronoprogramma certo, per mettere in sicurezza e risanare definitivamente il sistema di drenaggio del lungomare di Schiavonea.

L’attacco politico all’Amministrazione Comunale di Corigliano-Rossano

La presa di posizione di Progetto Humus investe direttamente la gestione amministrativa e le scelte d’investimento compiute negli ultimi anni nella terza città della Calabria.

Corrado richiama l’attenzione sulle risorse pubbliche disponibili, evidenziando come i fondi straordinari del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) e i bilanci dell’ente avrebbero dovuto dare priorità alla risoluzione dei dissesti idrogeologici e alle criticità strutturali dei quartieri costieri.

L’esponente di Progetto Humus solleva inoltre un tema di coerenza politica interna alla compagine di governo:

«Tra gli attuali amministratori ci sono persone che, quando sedevano tra i banchi dell’opposizione, denunciavano duramente gli allagamenti di Schiavonea sostenendo di avere le soluzioni in pugno. Oggi che governano loro, dove sono finite quelle soluzioni? Non bastano le denunce quando si è all’opposizione: bisogna dimostrare di saper governare quando si ha la responsabilità di farlo».

Tutela degli operatori economici e decoro per Schiavonea

La vicenda riaccende i riflettori sulle politiche per il commercio ambulante e sulla manutenzione delle infrastrutture urbane nel comparto di Schiavonea, polo strategico per l’economia turistica e marittima del territorio.

«Schiavonea non ha bisogno di altre promesse, ma di interventi concreti, conclude la nota di Gianni Corrado. Gli operatori economici meritano rispetto e tutela, non possono essere lasciati soli a pagare le conseguenze delle inefficienze amministrative. Dopo sette anni è legittimo chiedere conto dei risultati ed è arrivato il momento che questa amministrazione si assuma le proprie responsabilità».

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