CORIGLIANO ROSSANO- Una strategia difensiva coordinata, mirata ad accelerare i tempi della giustizia e a rompere ogni indugio procedurale. Per ottimizzare i passaggi processuali in attesa che si pronunci il Giudice per le Indagini Preliminari, la dottoressa Fabiana Giacchetti, lo stesso Gip che ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare nell’ambito della vasta inchiesta antimafia denominata “Operazione Ginestra”, i legali del sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi, hanno scelto di percorrere con decisione la strada del Tribunale del Riesame di Catanzaro, depositando una specifica memoria difensiva.
I due percorsi procedurali, vale a dire il vaglio formale delle istanze da parte del giudice procedente a seguito dell’interrogatorio di garanzia e il ricorso al collegio del Riesame, non sono affatto giuridicamente incompatibili. Al contrario, si configurano come una precisa sinergia difensiva finalizzata a ottenere nel minor tempo possibile una rivalutazione complessiva e favorevole della misura restrittiva degli arresti domiciliari.
Le accuse della DDA di Catanzaro e la posizione della difesa
L’attesa in città si fa ogni giorno più palpabile. A Corigliano-Rossano la comunità intera vive con il fiato sospeso le ore che separano da questi passaggi giudiziari cruciali per la posizione di Flavio Stasi, attualmente sospeso dalle funzioni amministrative.
Al centro delle indagini condotte dalla Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Catanzaro vi è la pesante ipotesi di reato di scambio elettorale politico-mafioso. Nello specifico, la tesi inquisitoria muove dal sospetto di un presunto sostegno elettorale che sarebbe giunto al primo cittadino da ambienti della criminalità organizzata rossanese in occasione delle elezioni amministrative del giugno 2024, a fronte della promessa di utilità o sbocchi occupazionali.
Un quadro accusatorio che sia il collegio difensivo che la cittadinanza respingono con assoluta fermezza, rimarcando la totale ed esplicita estraneità di Stasi a qualsiasi logica di questo tipo. I suoi legali hanno ribadito la determinazione del primo cittadino, evidenziando come la sua condotta sia stata sempre improntata alla massima trasparenza, supportata da atti e delibere amministrative inequivocabili che documentano una costante e rigorosa azione di governo a tutela della legalità e contro ogni forma di criminalità organizzata.
Continuità amministrativa: il vicesindaco Giovanni Pistoia alla guida dell’ente
A seguito della misura cautelare e del conseguente provvedimento di sospensione imposto dalla legge, il sindaco Stasi non è temporaneamente operativo nelle sue funzioni istituzionali dirette.
Tuttavia, per garantire la piena continuità amministrativa del Comune di Corigliano-Rossano, la guida temporanea dell’esecutivo e lo svolgimento delle funzioni vicarie sono stati affidati al vicesindaco Giovanni Pistoia. La macchina burocratica e politica dell’ente civico continua a girare senza sosta, assicurando il regolare svolgimento dei servizi ai cittadini e la gestione degli affari correnti in attesa dei prossimi risvolti giudiziari.
Il sostegno popolare a Corigliano-Rossano e l’ipotesi dell’errore giudiziario
Nel frattempo, attorno alla figura di Flavio Stasi si è stretto un abbraccio collettivo e trasversale che vanta ben pochi precedenti nella storia politica della Sibaritide. Tra i vicoli del centro storico, nelle piazze di Corigliano e Rossano e sui principali canali social, il sentimento della cittadinanza appare granitico: la comunità non ha mai creduto a un coinvolgimento del sindaco in dinamiche di matrice mafiosa.
Un’incredulità mista a sdegno che alimenta, ora dopo ora, le riflessioni di chi nell’opinione pubblica parla apertamente di un clamoroso errore giudiziario. Il legame fiduciario tra il primo cittadino e i suoi elettori non è stato scalfito dalla vicenda. L’opinione ampiamente diffusa tra la gente è che, se si dovesse tornare oggi alle urne, Flavio Stasi verrebbe riconfermato con una percentuale persino superiore al 62,54% di consensi ottenuto al primo turno nel giugno 2024.
L’attenzione resta ora puntata sui giudici del Riesame di Catanzaro, chiamati a vagliare la memoria depositata dalla difesa per fare piena luce sulla vicenda.



























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