CORIGLIANO – Una riflessione cruda e necessaria sul confine tra giustizia formale e condanna sociale. Sabato 21 febbraio, la sede di Confcommercio a Corigliano ha ospitato la presentazione di “Cella 121”, l’ultimo romanzo del giornalista e direttore di Teleuropa Network, Attilio Sabato. L’evento, promosso dal Lions Club Corigliano-Thurium, ha visto la partecipazione di un pubblico attento, coinvolto in un dibattito che ha toccato le corde più sensibili del rapporto tra l’individuo e il potere.
La trama: il dramma di un uomo oltre i “lustrini”
Il romanzo, edito da Luigi Pellegrini, trae ispirazione da una storia vera per narrare la parabola di un uomo politico che, all’improvviso, vede crollare il proprio mondo fatto di successi e posizioni di comando. Accusato ingiustamente, il protagonista si ritrova proiettato nella realtà brutale del carcere – la “Cella 121” che dà il titolo al libro – scoprendo un’umanità dolente e dimenticata.
Ma il cuore del racconto non è solo la detenzione fisica: è il dramma della solitudine e, soprattutto, del tradimento. Come sottolineato durante l’incontro, il protagonista subisce il colpo più duro proprio da parte di chi, fino a un momento prima, lo aveva circondato di applausi e consensi. Una narrazione che esplora il “potere” non solo come dinamica sociale, ma come forza che può trasformare l’individuo da aguzzino a vittima in un istante.
Gli interventi della serata
Il dibattito, moderato dalla giornalista Valentina Belli, è stato arricchito dai saluti di Enza Palermo, Presidente del Lions Club Corigliano-Thurium, e di Klaus Algieri, Presidente della Camera di Commercio di Cosenza. Entrambi hanno evidenziato l’importanza di sostenere iniziative culturali che spingano la comunità a interrogarsi su temi civili fondamentali.
Particolarmente densa la relazione della professoressa universitaria Delly Fabiano, che si è addentrata nelle pieghe del testo evidenziando la “scrittura immediata” di Sabato, capace di scattare una fotografia spietata della fragilità della reputazione nella società contemporanea. Il libro solleva interrogativi scomodi: cosa resta di un uomo quando il potere svanisce? E come ci si difende da una condanna sociale che prosegue anche dopo un proscioglimento giudiziario?
Il messaggio dell’autore
Nelle conclusioni, Attilio Sabato ha condiviso con i presenti la genesi dell’opera, ribadendo come “Cella 121” sia un monito sulla precarietà dell’esistenza e sulla necessità di riscoprire il valore dell’umanità anche nei luoghi più oscuri. “La vera condanna – emerge dalle pagine del libro – comincia spesso quando si torna liberi, dovendo fare i conti con un’opinione pubblica che non dimentica”.
L’incontro si è chiuso con un lungo applauso, confermando come la storia di “Cella 121” sia riuscita a trasformare un fatto di cronaca in una riflessione universale sul senso della giustizia e della dignità umana.



























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