Gregorio non ce l’ha fatta: addio all’invisibile di Boscarello che chiedeva agli altri «come stai?»

,

CORIGLIANO-ROSSANO – Alla fine, il suo cuore ha smesso di battere. Gregorio – così lo chiamavano tutti a Schiavonea, con quel nome italianizzato che colmava la distanza con la sua terra d’origine – è deceduto nel reparto Grandi Ustionati di Brindisi. Troppo devastanti le ferite riportate sul suo corpo, consumato da quell’85% di ustioni che non gli ha lasciato scampo dopo il tragico rogo della baraccopoli di contrada Boscarello. La sua morte trasforma una drammatica pagina di cronaca in un doloroso esame di coscienza collettivo. Perché Gregorio non era un numero in un verbale: era una presenza silenziosa, un uomo di circa sessant’anni che viveva ai margini della città, ma che nella sua estrema indigenza aveva conservato una dignità monumentale.

Il ricordo di chi lo incontrava ogni giorno

Mentre la politica si scontra sui massimi sistemi e sulle competenze del welfare, le testimonianze di chi lo incrociava quotidianamente restituiscono il ritratto di un uomo mite, un “appestato di turno” per il mondo distratto della movida, ma una figura indimenticabile per chi aveva occhi per vederlo.

«Era un uomo molto solo, ma estremamente tranquillo», racconta Mario, un volontario della mensa Caritas di Schiavonea, dove Gregorio si recava ogni sera per rimediare il necessario per sopravvivere. «Girovagava nei pressi del supermercato. Un giorno prima del rogo lo ricordo mentre rullava una sigaretta usando dei fogli di giornale. Parlavamo del più e del meno. Aveva un sogno: interloquire con i centri della chiesa per riuscire a mettere da parte quel poco che bastava per tornare in patria a trovare i suoi figli». A chi gli chiedeva come andasse, la sua risposta era sempre la stessa, protettiva e dignitosa: «Tutto bene».

Una dignità confermata anche da Rosa, che lo incontrava ogni mattina sulle panchine dietro l’oratorio: «Per me era quasi un appuntamento fisso. Aveva una compostezza d’altri tempi. Gli chiedevo se avesse bisogno di qualcosa e rispondeva sempre di no. Una volta notai una ferita sulla sua mano; mi spiegò che non aveva soldi per i farmaci e che si curava con i rimedi naturali che gli aveva insegnato sua nonna. Al dispensario incontriamo tanti stranieri che chiedono aiuto. Lui mai. Anzi, era lui a chiedere a noi se stavamo bene. Non ha mai dato disturbo a nessuno, mai visto ubriaco. Una persona silenziosa che ti resta dentro».

A MARGINE / Il comunicato del SIULP: «Divise distrutte dal fuoco per salvare vite»

Se il bilancio della tragedia non è stato ancora più pesante, lo si deve all’eroismo dei quattro agenti della Squadra Volante del Commissariato di Corigliano-Rossano. Sulla vicenda è intervenuta oggi, 26 giugno 2026, la Segreteria Provinciale del SIULP (Sindacato Italiano Unitario Lavoratori Polizia) di Cosenza con una nota firmata dal Segretario Generale Provinciale, esprimendo il proprio orgoglio per un intervento di soccorso pubblico rivelatosi «particolarmente impegnativo e gravoso».

Il sindacato ha voluto sottolineare l’eccezionale abnegazione dei poliziotti che, incuranti del pericolo e guidati dalle urla che provenivano dal centro del canneto in fiamme, si sono addentrati nella baraccopoli abusiva. I quattro agenti sono stati investiti in pieno dall’onda d’urto causata dallo scoppio delle bombole di gas.

«Le immagini di quella notte – scrive il SIULP di Cosenza – ci restituiscono divise distrutte dal calore e dalle fiamme, volti anneriti dalla fuliggine e voci rotte dall’inalazione dei fumi, ma testimoniano anche l’altissima professionalità e l’orgoglio di aver salvato delle vite umane».

In un’epoca in cui i valori morali sembrano disperdersi, conclude il sindacato, questi quattro agenti hanno risposto con i fatti al proprio giuramento di fedeltà allo Stato, mettendo a rischio la propria vita per il prossimo. Un gesto eroico che purtroppo non è bastato a salvare la vita di Gregorio, la cui scomparsa lascia un vuoto silenzioso e profondo nella comunità di Schiavonea.

Tag:

Produzione video professionali per privati, aziende ed enti pubblici.