L’ultimo saluto a Giuseppe Scorza e la morsa delle indagini: l’inchiesta passa alla DDA

CASSANO ALL’IONIO- Si sono svolti nel pomeriggio del 1° settembre i funerali di Giuseppe Scorza, il trentaseienne ucciso a colpi d’arma da fuoco nell’agguato consumatosi il 28 agosto all’interno di un locale adibito a ufficio nel quartiere Lauropoli. La cerimonia funebre è stata celebrata nella chiesa di Santa Maria di Loreto a Cassano all’Ionio, dove una folla commossa ha accompagnato l’uscita del feretro tra palloncini bianchi e lunghi applausi, dopo che la camera ardente era stata allestita presso il cimitero cittadino.

L’ultimo saluto è giunto all’indomani del deposito dei risultati dell’esame autoptico, che hanno confermato la spietata violenza dell’azione criminale. Scorza era il bersaglio prefissato dell’agguato ed è stato raggiunto da una raffica di colpi d’arma automatica (verosimilmente un fucile mitragliatore) esplosi dall’esterno dell’edificio verso l’interno. Le ferite al volto e al torace hanno compromesso organi vitali, causandone la morte immediata. Nell’attacco è rimasto ferito anche il cinquantenne Renato Elia, ricoverato e operato all’ospedale di Cosenza per l’asportazione della milza.

La svolta investigativa: il fascicolo passa all’Antimafia

Con il passare delle ore, il quadro investigativo ha assunto contorni sempre più definiti, portando verso il definitivo passaggio di consegne dalla Procura di Castrovillari alla Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Catanzaro. A guidare le indagini affidate ai Carabinieri della Compagnia di Cassano e del Comando Provinciale di Cosenza è il sostituto procuratore antimafia Alessandro Riello, magistrato che già si occupò dell’indagine sul duplice omicidio di Maurizio Scorza (padre di Giuseppe) e della compagna Hanane Saadi, assassinati nell’aprile del 2022.

I punti chiave del lavoro degli inquirenti

  • L’ipotesi della matrice mafiosa: La dinamica militare dell’esecuzione e l’impiego di armi ad alto potenziale confermano la pista della criminalità organizzata operante nella Sibaritide.
  • Videosorveglianza al setaccio: Gli investigatori hanno acquisito i filmati delle telecamere pubbliche e private di Lauropoli per individuare i movimenti del commando e ricostruirne la via di fuga.
  • Rilievi balistici e telefonia: I Carabinieri del RIS stanno analizzando i reperti balistici per risalire all’arma impiegata, mentre si scavano nei tabulati telefonici della vittima e nelle sue ultime frequentazioni.
  • Il testimone chiave: Renato Elia, ritenuto estraneo all’obiettivo primario dei killer, resta sotto osservazione medica; la sua deposizione potrebbe fornire dettagli cruciali non appena le sue condizioni lo consentiranno.

I riflettori dell’Antimafia restano puntati sulla Piana di Sibari per decifrare se l’eliminazione di Giuseppe Scorza risponda a un nuovo riassetto criminale o al regolamento di vecchi conti di sangue.

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