Sanità al collasso a Corigliano-Rossano, Polis denuncia: «Silenzio della politica e caso ospedale Compagna»

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CORIGLIANO ROSSANO- La drammatica situazione del comparto sanitario in Calabria, con particolare riferimento al territorio di Corigliano-Rossano, torna al centro del dibattito pubblico a causa di una dura e serrata presa di posizione da parte dell’osservatorio sulla città Polis. Secondo l’organismo, la cittadinanza si trova ormai costretta a vivere in una condizione di sostanziale privazione dei servizi sanitari essenziali, un deficit strutturale che obbliga moltissimi malati a intraprendere continui viaggi della speranza verso altre regioni d’Italia alla ricerca di cure salvavita, affrontando pesanti sacrifici fisici ed economici che non tutti, purtroppo, possono permettersi.

A esacerbare gli animi è soprattutto quello che l’osservatorio definisce come un incomprensibile e assordante silenzio da parte della politica e delle rappresentanze sindacali. Di fronte a livelli essenziali di assistenza che si attestano tra i più bassi d’Italia e d’Europa, Polis rileva una totale assenza di dibattito, di commenti o di denunce concrete contro il collasso del sistema. La critica si sposta poi sul piano istituzionale locale: viene infatti contestata la mancata risposta del sindaco e della presidente del consiglio comunale a una formale richiesta di consiglio comunale monotematico sulla sanità. La domanda era stata presentata lo scorso 19 maggio attraverso una raccolta firme che ha unito settecento cittadini e tutti gli ex sindaci di Corigliano, ma che a oggi non ha ricevuto riscontro.

Il quadro tracciato a livello regionale non appare migliore, con forti contestazioni indirizzate alla gestione del presidente della Regione nel suo ruolo di commissario ad acta per la sanità. Le politiche di riorganizzazione e di rientro dal deficit finanziario vengono giudicate catastrofiche dall’osservatorio, poiché si starebbero traducendo nella chiusura di reparti e ospedali, nella carenza cronica di personale e nella drastica riduzione dei posti letto. In questo contesto, la ferita più evidente per la comunità locale è la disattivazione del presidio ospedaliero Compagna di Corigliano, una struttura che per decenni ha garantito l’assistenza a un bacino di oltre cinquantamila abitanti e la cui chiusura, avvertono da Polis, lascerà il segno nella memoria collettiva.

L’analisi dell’osservatorio si focalizza sulle incongruenze applicative dei piani di riordino, nello specifico rispetto al piano Scura, che prevedeva la divisione delle funzioni tra i due stabilimenti cittadini, assegnando il polo chirurgico al Giannettasio di Rossano e il polo medico al Compagna di Corigliano. I cittadini chiedono chiarezza sul perché il trasferimento dei reparti chirurgici verso Rossano sia stato celermente completato, mentre reparti fondamentali come cardiologia, nefrologia, dialisi ed ematologia non siano ancora stati attivati. Resta forte l’interrogativo anche sulla perdurante chiusura dei laboratori di analisi e di radiologia all’interno del Compagna, dove pure rimangono attivi reparti come la medicina generale.

I quesiti sollevati investono anche la gestione delle risorse pubbliche, stigmatizzando gli ingenti investimenti economici effettuati per l’adeguamento del Giannettasio a fronte di una parallela e gravissima carenza di medici e infermieri in grado di farlo funzionare. In sintesi, la sanità del territorio viene descritta come un sistema incapace di fornire risposte e progressivamente abbandonato dall’interesse della politica, salvo ricomparire puntualmente come tema di scontro durante le campagne elettorali. Sullo sfondo rimane infine l’incertezza legata alla costruzione del nuovo ospedale della Sibaritide in località Insiti: un’opera monumentale della quale, nonostante le continue richieste avanzate da mesi dall’osservatorio, nessuno sembra essere in grado di fornire scadenze e notizie certe circa la reale data di apertura.

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