Sicurezza e Solidarietà a Cosenza: nasce il “Patto Sociale” tra Questura e Osservatorio Nuove Povertà

Cosenza – Un nuovo asse strategico prende forma a Cosenza, unendo le forze dell’ordine e le realtà sociali in una visione condivisa: combattere la criminalità partendo dalle sue radici. È questo il cuore dell’incontro svoltosi presso la Questura bruzia tra il Questore, Giuseppe Antonio Borelli, e i vertici dell’Osservatorio Regionale sulle Nuove Povertà, rappresentato dal Direttore Antonio Belmonte e dal Vice Direttore Amato Napolillo.

Un “Patto Sociale” contro il degrado

Al centro del vertice istituzionale vi è la creazione di un vero e proprio “Patto Sociale”. L’obiettivo è arginare l’illegalità attraverso un contrasto mirato all’indigenza e al disagio, togliendo terreno fertile alla criminalità organizzata e non. In questo contesto, l’Osservatorio assume il ruolo cruciale di “antenna sociale”: un presidio in grado di monitorare e fornire dati sensibili sulle aree più degradate della provincia. Queste informazioni permetteranno di anticipare e prevenire il fenomeno del reclutamento criminale, che troppo spesso fa leva proprio sulla disperazione economica delle fasce più deboli.

Dalla repressione alla cura del territorio

La sinergia tracciata durante l’incontro segna un importante cambio di passo nella concezione dell’ordine pubblico. La sicurezza non viene più intesa esclusivamente come strumento di repressione, ma si evolve in una forma di “cura del territorio” e di prevenzione attiva. L’iniziativa mira a costruire un circuito di legalità solidale, dove le istituzioni fanno rete per sostenere concretamente chi vive in condizioni di marginalità.

Il dono della Croce Bizantina

Durante la visita, i rappresentanti dell’Osservatorio hanno espresso un sentito ringraziamento al Questore per il costante impegno profuso a tutela della sicurezza di Cosenza e della sua provincia. A suggellare l’incontro, è stata donata al Questore la Croce Bizantina, un dono dal forte valore simbolico che richiama il profondo legame con il territorio bruzio e rappresenta un messaggio di speranza e riscatto sociale.

Il messaggio emerso dalla Questura è univoco: la tenuta del tessuto sociale non è un tema secondario, ma il pilastro fondamentale su cui poggia una convivenza civile, serena e sicura.

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