Trasloco tra le polemiche: mentre Ginecologia lascia Corigliano, il 4 Aprile si attende la “prova del nove” per l’area medica

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CORIGLIANO-ROSSANO – Mentre i camion di una ditta di traslochi rossanese facevano la spola sotto una pioggia battente, portando via pezzi di storia sanitaria dal “Guido Compagna”, il silenzio proveniente dal Palazzo di Città è apparso più gelido del maltempo. Non è solo un reparto che si sposta; è un’intera comunità che si sente svuotata, privata delle ultime Unità Operative Complesse (UOC) che hanno segnato il vissuto sociale di Corigliano per mezzo secolo. Un’espoliazione che avviene nel mutismo di un Consiglio Comunale che, appena mercoledì scorso, ha scelto di non proferire parola su quello che molti definiscono un vero e proprio “funerale” della sanità locale.

L’affondo politico: “Sindaco garante o complice?”

Sulla vicenda interviene con durezza Mario Gallina, segretario di Rifondazione Comunista, ponendo un quesito che non ammette zone grigie: il Primo Cittadino è il garante dei diritti dei coriglianesi o un “complice” del loro depauperamento? Secondo Gallina, davanti all’ansia e al grave disagio della popolazione, il Sindaco avrebbe dovuto convocare un consiglio comunale monotematico aperto ai cittadini, ai dirigenti sanitari e alla stessa Regione Calabria.

Invece, si è scelto il silenzio, nonostante le posizioni passate del Primo Cittadino sembrassero quasi avallare l’operazione a favore del Giannettasio. Gallina ricorda infatti come il Sindaco lamentasse che “l’ulteriore ritardo dello spostamento correva il rischio di vanificare l’ingente spesa affrontata per lo spostamento dei reparti a Rossano”. Un atteggiamento che oggi stride con il bisogno di rassicurazioni di una cittadinanza che lo ha ampiamente votato.

Undici anni di monologo: da Rossano “nemmeno una spilla”

La narrazione della “riorganizzazione equilibrata” tra polo medico e polo chirurgico, prevista dal piano Scura ormai undici anni fa, (oggi anacronistico, poichè all’epoca l’ospedale unico era solo un concetto astratto), si scontra con una realtà a senso unico che Gallina definisce uno “stillicidio continuo”. Se da Corigliano è partito di tutto, da Rossano non è mai arrivata “nemmeno una spilla, una sedia o una siringa”.

Il test della verità ha ora una data precisa: sabato 4 aprile. Secondo il comunicato dell’ ASP di Cosenza, quel giorno dovrebbero finalmente traslocare verso il Compagna i reparti di Oncologia. Entro la fine di aprile gli altri reparti della branca medica.

“Il Sindaco dovrebbe proporsi come garante che, così come oggi gli operai stanno togliendo le strutture da Corigliano, sabato 4 aprile si provvederà a trasferire da Rossano verso Corigliano l’area medica,” incalza Gallina. “Altrimenti, se non garante, diventerà automaticamente complice.”

Lo spettro della Pediatria e la difesa del territorio

A peggiorare il quadro c’è il nodo della Pediatria. Nonostante appartenga tecnicamente all’area medica – quella che dovrebbe restare e rafforzarsi al Compagna – il suo imminente trasferimento alimenta il sospetto di un disegno volto a “distruggere definitivamente” l’ospedale coriglianese.

Mentre le foto dei traslochi in tempo reale circolano sui social, la domanda di Rifondazione Comunista resta inevasa: se Corigliano non è difesa dal suo Primo Cittadino, a chi devono rivolgersi i cittadini per avere giustizia? Il 4 aprile dirà se le promesse scritte hanno ancora un valore o se la “monotona litania” del populismo verrà usata ancora una volta per coprire quella che Gallina bolla come una vera e propria “espoliazione”.

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