CORIGLIANO-ROSSANO. Un appello accorato, che muove dalla tutela della salute per arrivare alla sopravvivenza stessa del tessuto sociale ed economico. L’Associazione Commercianti del territorio di Corigliano, guidata dal presidente Vincenzo Natozza, rompe il silenzio sulla gestione dei servizi sanitari locali, lanciando un monito chiaro alle istituzioni: depontenziare l’Ospedale “Guido Compagna” significa condannare definitivamente il Centro Storico alla “desertificazione”.
No alle polemiche, sì al confronto
In un clima spesso surriscaldato da rivendicazioni di piazza, la posizione dell’associazione di categoria si distingue per l’approccio costruttivo. «Quanto sta avvenendo presso il nostro nosocomio potrebbe indurci a interventi polemici — ha dichiarato il presidente Vincenzo Natozza — ma non è nel nostro stile prestare il fianco ad attacchi che finirebbero solo per buttare benzina sul fuoco. La nostra azione è da sempre improntata al dialogo e alla moderazione, convinti che solo attraverso il confronto si possano risolvere i problemi».
Tuttavia, la moderazione non deve essere scambiata per rassegnazione. L’Associazione chiede con forza un intervento corale di tutte le forze politiche affinché si ponga un freno a quella che viene definita una “morte lenta” della struttura ospedaliera.
Il “Compagna” come presidio di eccellenza
Il valore del “Guido Compagna” non è solo logistico, ma storico e professionale. Il comunicato ricorda con orgoglio i tempi in cui l’ospedale rappresentava il fiore all’occhiello della sanità nella Sibaritide, grazie all’impegno di professionisti stimati come i dottori De Santis, Gigli, Borgogno e Guarasci.
«Questa struttura ha una storia che parla di assistenza competente e professionalità — sottolinea Natozza —. Non è giusto che oggi venga depotenziata. I recenti trasferimenti di reparti da Corigliano verso l’area di Rossano rappresentano un colpo durissimo».
L’impatto sull’economia locale
Per i commercianti, la questione sanitaria è strettamente legata alla tenuta economica del borgo antico. La chiusura di uffici e scuole ha già innescato un processo di svuotamento che sta mettendo in ginocchio le attività produttive.
«Stiamo assistendo a una crisi senza precedenti — prosegue il Presidente dell’Associazione —. Il Centro storico si va svuotando e per noi commercianti diventa sempre più duro affrontare il quotidiano. La chiusura o il depotenziamento dell’ospedale darebbe il colpo di grazia a un’economia già asfittica».
La richiesta alle istituzioni
La proposta avanzata dai commercianti è precisa: riequilibrare i flussi tra i due poli ospedalieri della città unica. Se la riorganizzazione sanitaria della Regione Calabria ha stabilito il trasferimento di alcuni reparti da Corigliano a Rossano, l’Associazione chiede che si proceda con altrettanta celerità nel percorso inverso, garantendo al polo coriglianese le unità operative promesse.
L’obiettivo finale è chiaro: porre un argine alla “desertificazione sociale, economica e strutturale”. Il tempo delle attese sembra essere scaduto; ora la palla passa alle istituzioni regionali e comunali per garantire che il cuore antico di Corigliano non perda uno dei suoi polmoni più vitali.























