CORIGLIANO ROSSANO – La Procura di Castrovillari ha aperto un’indagine per fare luce sul decesso di Cataldo De Luca, il detenuto originario di Cirò Marina morto sabato scorso all’interno della casa circondariale di Rossano. L’uomo era stato recentemente raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare con l’accusa di essere l’esecutore materiale dell’omicidio di Antonio Pugliese, avvenuto nel carcere di Catanzaro nel luglio 2024.
Sulla vicenda gravano i pesanti sospetti sollevati dai familiari, che respingono la versione di un ritrovamento senza vita in cella e chiedono chiarezza sulle ultime fasi di vita dell’uomo.
La ricostruzione e le accuse dei familiari
Secondo la testimonianza della sorella della vittima, Vittoria De Luca, il dramma si sarebbe consumato nel corridoio della sezione detentiva a seguito di una violenta crisi claustrofobica causata dal caldo torrido all’interno della struttura. Non avendo ottenuto l’autorizzazione a uscire per l’ora d’aria poiché il tempo era scaduto, il detenuto avrebbe iniziato a dare in escandescenze nella sua cella, ferendosi da solo nel dimenarsi negli spazi ristretti.
Le denunce dei parenti – supportate dai racconti riferiti dai familiari degli altri reclusi – si concentrano sulle modalità dell’intervento di contenimento. Secondo quanto esposto, De Luca sarebbe stato bloccato nel corridoio da sette agenti e, a quel punto, gli sarebbe stata praticata un’iniezione sedativa. Subito dopo la somministrazione del farmaco l’uomo si sarebbe accasciato al suolo, rendendo vano ogni successivo tentativo di rianimazione in infermeria.
I familiari denunciano inoltre la presenza di sangue sulla testa e sulla schiena del congiunto e lamentano un grave ritardo nelle comunicazioni ufficiali, avendo appreso della tragedia solo in serata tramite una segnalazione anonima. In segno di lutto e di protesta per le condizioni di vivibilità dell’istituto penitenziario durante l’ondata di calore estiva, i detenuti della sezione hanno avviato una protesta pacifica, rifiutando l’ora d’aria per tre giorni.
Le indagini
Il procuratore di Castrovillari, Alessandro D’Alessio, ha confermato l’avvio degli accertamenti giudiziari, delegando i rilievi sul campo al Nucleo investigativo centrale (Nic) della Polizia penitenziaria di Catanzaro.
L’avvocato della famiglia De Luca, Giovanni Salzano, ha chiesto formalmente il sequestro dei diari clinici e l’acquisizione dei filmati delle telecamere di sorveglianza della sezione per verificare l’esatta dinamica del bloccaggio e l’operato del personale sanitario. La difesa nominerà un proprio consulente tecnico per l’esame autoptico, che risulterà decisivo per stabilire le cause esatte del decesso e l’eventuale correlazione con il farmaco somministrato.

























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