Rossano, il calcio che unisce: dietro le sbarre una partita per ritrovare gli affetti familiari

carcere di rossano
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CORIGLIANO ROSSANO- In campo da calcio all’interno di una casa circondariale può trasformarsi in uno spazio sospeso, dove i muri di cemento e il peso della reclusione lasciano il posto, almeno per un giorno, a un abbraccio tra genitori e figli. Succederà il prossimo 8 luglio nella struttura penitenziaria di Rossano, scelta come tappa di rilievo per la decima edizione di un’importante mobilitazione sociale.

L’appuntamento si inserisce nella campagna continentale “Non un mio crimine ma una mia condanna”, guidata da Bambinisenzasbarre ETS in sinergia con il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria. Il progetto si propone di tutelare i diritti e il benessere psicologico dei minori costretti a fare i conti con la detenzione di un familiare, offrendo loro una giornata di normalità attraverso lo sport.

Un ponte tra Europa e territorio

Quello che prenderà vita a Corigliano-Rossano non è un evento isolato, ma fa parte del network internazionale “Game with Mum and Dad”, coordinato dalla rete Children of Prisoners Europe (COPE). Si tratta di un movimento che attraversa diversi Stati europei per accendere i riflettori su una realtà spesso invisibile: quella degli oltre 2,4 milioni di bambini in Europa (circa 100 mila solo in Italia) che hanno un padre o una madre dietro le sbarre. L’obiettivo è scardinare i pregiudizi e l’emarginazione sociale che colpiscono questi minori, utilizzando il pallone come strumento di dialogo e di riconciliazione.

Il ruolo della comunità penitenziaria

Il successo della manifestazione a Rossano è il frutto di un lavoro di squadra che vede in prima linea la direzione del carcere, il corpo di Polizia Penitenziaria, gli educatori e le associazioni di volontariato del territorio. Insieme, queste realtà si impegnano a ridisegnare la quotidianità del penitenziario, focalizzandosi sui bisogni affettivi dei più piccoli.

L’alto valore etico dell’iniziativa è d’altronde confermato dal patrocinio dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza e dal supporto di partner di rilievo, come Fondazione Cariplo e Poste Italiane. Al di là dell’aspetto ludico, l’evento dell’8 luglio si preannuncia come un’opportunità preziosa per abbattere le distanze, dimostrando che il legame familiare può e deve essere custodito anche nei contesti più difficili.

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