La città unica non può restare incompiuta: il Pd apre la fase del confronto strategico

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CORIGLIANO ROSSANO – A distanza di otto anni dal referendum che ha sancito la nascita della terza città della Calabria, il dibattito sul destino e sull’efficacia della fusione amministrativa non accenna a spegnersi, spostandosi stavolta all’interno del perimetro politico della sinistra cittadina. Con un intervento congiunto che mira a scuotere l’agenda politica locale, il segretario cittadino del Partito Democratico, Franco Madeo, e il capogruppo dem in consiglio comunale, Giuseppe Candreva, hanno aperto una riflessione profonda sul futuro di Corigliano-Rossano.

L’unificazione istituzionale, pur rappresentando nelle parole dei due esponenti una scelta storica e coraggiosa, viene oggi definita un percorso ancora palesemente incompleto, richiedendo un cambio di passo immediato per non rischiare di sprecare un’opportunità epocale. Secondo la visione espressa dai vertici del Partito Democratico, l’unificazione formale dei due ex Comuni non è sufficiente da sola a edificare una grande città moderna del Mezzogiorno.

Per superare le persistenti resistenze storiche e campanilistiche, che ancora oggi influenzano la percezione stessa del territorio da parte della cittadinanza, serve una nuova stagione di programmazione capace di tradurre la fusione in una reale identità urbana, sociale ed economica. Madeo e Candreva pongono l’accento sulla necessità di unire la comunità attraverso simboli condivisi e una comunicazione unitaria, senza tuttavia cancellare o mortificare le ricchezze storiche e culturali specifiche di Corigliano e di Rossano, proponendo un modello di città policentrica. In questa nuova architettura del territorio, un ruolo di primo piano viene assegnato all’area in cui sorge il nuovo Ospedale della Sibaritide. Nelle intenzioni del Pd, questa struttura non deve configurarsi soltanto come un presidio sanitario, ma come un vero e proprio centro gravitazionale attorno al quale pianificare servizi, collegamenti e sviluppo urbanistico. A fare da corredo a questa visione si inseriscono la richiesta di una macchina amministrativa moderna, il potenziamento dei municipi territoriali per garantire la prossimità ai cittadini e la nascita di una cittadella degli uffici, intesa non solo come opera architettonica ma come emblema concreto dell’unità.

Il raggiungimento del tanto auspicato “effetto città” passa inevitabilmente anche attraverso la rivoluzione della mobilità urbana, considerata la vera chiave di volta per una reale integrazione. La segreteria e il gruppo consiliare del Pd sottolineano come sia impossibile parlare di città unica senza collegamenti efficienti, auspicando investimenti massicci nel trasporto pubblico locale, nelle infrastrutture intelligenti e nella digitalizzazione dei servizi, a partire da pensiline moderne fino a un’applicazione dedicata che semplifichi l’accesso ai mezzi pubblici. Sul fronte dello sviluppo economico e turistico, i democratici guardano con favore alla costituzione della Rete Turistica dei Comuni Terrae Magna Grecia per valorizzare la costa, in sinergia con il nuovo piano spiaggia, legando le eccellenze agroalimentari al patrimonio storico sotto un unico brand forte e riconoscibile a livello internazionale. Per evitare il rischio di un isolamento decisionale, il Partito Democratico lancia un appello alle associazioni, alle scuole, ai professionisti, alle forze sociali e ai partiti, annunciando l’avvio, nelle prossime settimane, di una serie di incontri pubblici e tavoli di proposta. Il confronto si concentrerà sui temi strategici del governo del territorio, della partecipazione e dell’innovazione. L’obiettivo dichiarato da Madeo e Candreva è quello di dimostrare che la fusione non deve essere considerata un punto d’arrivo burocratico, bensì il punto di partenza per una realtà che ha l’ambizione e il dovere di diventare una delle locomotive trainanti dell’intero Mezzogiorno.

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