Sanità, il bluff del 4 aprile: Corigliano perde anche Pediatria

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CORIGLIANO ROSSANO- Doveva essere il giorno del riequilibrio con l’arrivo di Oncologia, dal Compagna invece sparisce anche Pediatria. C’è un momento preciso in cui le relazioni tecniche sulla sicurezza smettono di essere documenti sanitari e diventano armi contundenti. Quel momento è arrivato oggi, 4 aprile, data che doveva segnare la “prova del nove” per la sanità della Sibaritide e che invece ha certificato il definitivo decesso dell’illusione della città unica. La realtà che si presenta agli occhi dei cittadini è quella di un deserto operativo che sa di beffa: lo scippo ai danni del “Guido Compagna” è compiuto, mentre il percorso inverso dell’area medica resta un’ipotesi sbiadita su carta.

La prova del nove fallita e il “binario unico”

Il cronoprogramma era chiaro: a fronte del doloroso trasferimento della Ginecologia verso Rossano, Corigliano avrebbe dovuto accogliere immediatamente l’Oncologia ed entro la fine di aprile gli altri reparti della branca medica. Ma mentre i reparti chirurgici hanno preso la via del “Giannettasio” con una celerità burocratica senza precedenti, il trasferimento verso il “Compagna” si è impantanato nelle secche delle illusioni.  Ad oggi, l’Oncologia resta a Rossano. Le rassicurazioni dell’ASP appaiono come fragili paraventi davanti a un dato politico inoppugnabile: Corigliano ha ceduto i suoi fiori all’occhiello ricevendo in cambio solo promesse. Come se non bastasse, a rendere il bilancio ancora più drammatico, è arrivata la notizia dello spostamento della Pediatria dal presidio coriglianese. Quello che doveva essere un riequilibrio basato sull’Atto Aziendale del lontano 2015 si è trasformato in uno svuotamento sistematico: Corigliano è oggi un guscio vuoto, privato di tutto.

Il Fortino di Rossano e la regia di Fratelli d’Italia

Dietro questo sbilanciamento non ci sono solo i decreti, ma uno scontro di potere tra i colossi della politica locale. A Rossano, Fratelli d’Italia ha eretto un fortino inattaccabile. Sotto la guida del senatore Ernesto Rapani, il partito ha spinto per una riorganizzazione che sta drenando le eccellenze coriglianesi. La recente visita del Commissario De Salazar al Giannettasio non è stata solo un sopralluogo tecnico al quinto piano, ma la ratifica di una vittoria politica: Rossano si consolida come polo chirurgico e d’emergenza, blindando i propri reparti e lasciando a Corigliano le briciole di una “speranza” tecnica che non convince più nessuno.

La capitolazione di Pasqualina Straface

Dall’altra parte del ring c’è Pasqualina Straface. L’assessore regionale al Welfare, vicinissima al Governatore Occhiuto, è stata per mesi l’ultimo baluardo per la permanenza del Punto Nascita al Compagna. Una battaglia di logoramento che l’ha vista, alla fine, capitolare. Perché la Straface ha ceduto? La “merce di scambio” doveva essere l’applicazione integrale del vecchio decreto Scura: l’area medica a Corigliano in cambio della cessione dell’area chirurgica a Rossano. Una scommessa politica rischiosissima che oggi si trasforma in un boomerang. È chiaro che le rassicurazioni tecniche erano carta straccia: Corigliano è stata spogliata subito, mentre Rossano non ha intenzione di cedere nulla.

Il giudizio universale sulla fusione

. In questa guerra tra clan politici e campanili, il 4 aprile ha emesso il suo giudizio universale. La parola “equilibrio” può essere ufficialmente sepolta sotto le mura del Guido Compagna. Se i camion non faranno immediatamente il percorso inverso, resterà solo la fotografia di una sanità territoriale che ha perso la bussola, alimentata da una politica che preferisce regnare sulle macerie di un ospedale piuttosto che governare la costruzione di una sanità realmente integrata. Corigliano perde la storia, i servizi e, purtroppo, la faccia davanti a chi ha usato il suo ospedale come una pedina di scambio.

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