CORIGLIANO ROSSANO- Una durissima presa di posizione contro i vertici della Regione Calabria e una denuncia che riapre in modo drammatico lo scontro sulla programmazione sanitaria della rete d’emergenza. Il sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi, prende parola con toni infuocati dopo le ultime decisioni adottate dalla Giunta regionale arrivando a definire la gestione del settore come un «progetto aziendale che azzera la sanità pubblica calabrese». Al centro delle contestazioni c’è il recente documento approvato da Catanzaro sulla rete per le Sindromi Coronariche Acute (Sca), la cui stesura conterrebbe paradossali refusi e sviste relative alla regione Friuli-Venezia Giulia, ma soprattutto il taglio di servizi ritenuti salvavita per vasti bacini di utenza.
«Uno dei documenti più importanti dell’organizzazione sanitaria approvato dalla Giunta Regionale, cioè quello relativo alla rete Sca per la cura emergenziale degli infarti, è stato copiato dal Friuli. Se così non fosse, allora il nostro documento prevedrebbe il trasferimento di parenti fragili a Gemona, cittadina di 10mila abitanti in provincia di Udine», incalza il primo cittadino, per il quale questo episodio «dovrebbe bastare per imporre al Governatore-Commissario le proprie dimissioni e le scuse alla popolazione». Ma il nocciolo della protesta risiede nel ridimensionamento dei presidi territoriali: dopo gli annunci pre-elettorali che avevano previsto l’Emodinamica in presidi strategici come Corigliano-Rossano, Paola, Lamezia Terme e Vibo Valentia, il nuovo atto del 21 luglio 2026 cancella improvvisamente la presenza del servizio d’urgenza.
Per Stasi la spiegazione di tale inversione di rotta risiede nella strategia politica del centrodestra e nel progetto di centralizzazione legato ad Azienda Zero, definito come un nuovo polo di potere: «La centralizzazione tanto cara al centrodestra calabrese è funzionale alla creazione di un altro centro di potere, facile da gestire e difficile da controllare, per continuare a trasformare il diritto alla salute dei calabresi in un business. Dopo i finanziamenti a privati, sono arrivati i commissari unici, gli accentramenti delle Unità Operative ed ora i veri documenti di programmazione, quelli che tagliano progetti e servizi».
Un impianto organizzativo che secondo il sindaco penalizza fortemente anche le prospettive della Sibaritide e del futuro Ospedale Unico. «Se per i vibonesi, i lametini ed i paolani questo documento è un pugno in faccia, per i cittadini di Corigliano-Rossano è una beffa: il mirabolante ospedale della Sibaritide, l’ospedale più costoso d’Italia, parte già senza medicina nucleare e senza emodinamica», contestando inoltre l’approccio mediatico finora seguito sulla gestione della salute pubblica. “La sanità è questione di percezione” è stato dichiarato impunemente in una trasmissione televisiva dalla maggioranza di centrodestra, come se per curarsi non servano medici, infermieri, servizi, strumenti, ma convinzione e qualche reel ipocrita: è l’ennesimo insulto di questa classe politica all’intelligenza ed alla dignità delle comunità calabresi. Serve una sanità vicina alle comunità, che badi ai servizi per i calabresi e non agli appalti».
























