CORIGLIANO ROSSANO – Una risposta ferma, immediata e coordinata dello Stato contro le logiche di profitto illegale che stringono in una morsa la manodopera invisibile nei campi della Sibaritide. Dalle prime ore della scorsa notte, un’operazione ad altissimo impatto ha visto protagonisti i Carabinieri del Reparto Territoriale di Corigliano Rossano, diretti dal Tenente Colonnello Marco Filippi, e quelli della Compagnia di Cassano all’Ionio, guidati dal Capitano Chiara Baione. Un intervento massiccio, pianificato per colpire al cuore le rotte del lavoro nero e dello sfruttamento, reso ancora più stringente dalla drammatica vicenda consumatasi appena una settimana fa ad Amendolara, dove alcuni cittadini pakistani sono rimasti vittima di un atroce destino, bruciati vivi in un minivan.
L’azione dei militari, scattata nel cuore della notte e proseguita fino alle prime luci dell’alba, ha drenato le principali arterie di collegamento dell’area ionica, concentrandosi in particolare sulla Statale 106. Si tratta del corridoio stradale comunemente utilizzato per il transito delle flotte di lavoratori che, prima del sorgere del sole, si riversano nei terreni agricoli per raccogliere i prodotti di stagione, muovendosi non solo all’interno del perimetro calabrese ma anche verso le vicine campagne della Basilicata e della Puglia. A supportare sul piano strategico e visivo le pattuglie a terra, composte da oltre quaranta militari, è intervenuto un velivolo dell’Ottavo Nucleo Elicotteri Carabinieri di Vibo Valentia, che ha sorvolato l’intero comprensorio per monitorare dall’alto i movimenti sospetti.
Il bilancio operativo parla di un setaccio minuzioso che ha riguardato trentasette minivan, i tipici mezzi utilizzati per il trasporto collettivo dei braccianti. Nel corso dei controlli sono stati identificati centotrentacinque cittadini stranieri. Per dieci di loro, a causa di persistenti dubbi sulla regolarità dei documenti esibiti, si è resa necessaria la procedura di fotosegnalamento per l’esatta identificazione. Nel medesimo contesto i Carabinieri hanno rintracciato diversi migranti destinatari di provvedimenti giudiziari da notificare, mentre nei confronti di un extracomunitario è scattato l’ordine del Questore di lasciare il territorio nazionale entro sette giorni. Non sono mancate, inoltre, le sanzioni per violazioni al codice della strada, legate in particolare alla guida senza patente o all’utilizzo di permessi internazionali non più validi per i residenti in Italia da oltre un anno.
Al di là del dato numerico, l’importanza del blitz risiede nella capacità degli inquirenti, coordinati dal Tenente Colonnello Filippi e dal Capitano Baione, di raccogliere elementi informativi preziosi per mappare la reale portata del fenomeno della mediazione illecita e dello sfruttamento nella Sibaritide. Le attività di contrasto mirano a colpire quelle reti criminali che riducono in schiavitù i lavoratori stranieri più vulnerabili, i quali, giunti nel Paese alla ricerca di un futuro, finiscono troppo spesso ostaggi di logiche di profitto tessute da persone prive di scrupoli. L’intervento di ieri conferma la massima attenzione dell’Arma nel presidiare un territorio fragile, dove la dignità umana e il lavoro regolare continuano a essere difesi con la forza della legalità


























