CATANZARO – Il contrasto alla Xylella fastidiosa, il batterio patogeno che minaccia l’olivicoltura e l’intero patrimonio paesaggistico calabrese, è stato il tema centrale dei lavori della Sesta Commissione consiliare regionale. Nel corso della seduta, la consigliera regionale del Partito Democratico e presidente del Consiglio comunale di Corigliano-Rossano, Rosellina Madeo, ha ribadito la necessità di adottare un piano di prevenzione rigoroso e basato su politiche concrete.
Partendo dal recente focolaio individuato a Taurianova, Madeo ha sottolineato l’importanza strategica di investire nella formazione professionale di chi opera quotidianamente sul campo. «La vera arma di salvezza è la formazione – dichiara la consigliera dem –. Bisogna rendere agricoltori e vivaisti vere e proprie sentinelle e custodi attivi del territorio. Saper distinguere tempestivamente se una pianta si sta seccando per stress idrico o perché aggredita dal batterio consente di agire subito, applicando le buone pratiche per sanificare e circoscrivere l’infezione ed evitando il contagio verso gli ulivi circostanti e le piante ornamentali».
Nel suo intervento, la rappresentante del PD ha richiamato le istituzioni a un’analisi oggettiva della realtà, lontana da narrazioni edulcorate: «L’arrivo della Xylella in Calabria, dopo le devastanti esperienze in Puglia a partire dal 2013 e i casi in Basilicata, era uno scenario ampiamente ipotizzabile. Se certe emergenze fitosanitarie non si possono evitare del tutto, si possono tuttavia arginare e contenere con adeguati strumenti di prevenzione».
Per rendere efficace la risposta del comparto, Madeo sollecita l’avvio immediato del trasferimento tecnologico dalla ricerca scientifica alle aziende agricole, creando un canale di dialogo diretto tra laboratori, istituti di ricerca ed enti territoriali. «La tecnologia agricola ha fatto passi da gigante. È indispensabile trasferire le innovazioni direttamente sui terreni, facendo dialogare il mondo scientifico con quello produttivo per individuare soluzioni pratiche da sostenere con adeguati impegni economici regionali. La tutela del nostro ‘oro giallo’ e della nostra terra non appartiene ad alcun colore politico, ma richiede la massima unità e concretezza».
























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