CORIGLIANO-ROSSANO — Si è conclusa con un bilancio di grande rilievo operativo la stagione estiva 2026 lungo il litorale dell’Alto Jonio. Gli uomini e le donne della Capitaneria di Porto Guardia Costiera di Corigliano Calabro, affiancati dagli Uffici Minori dipendenti e coordinati dalla Direzione Marittima di Reggio Calabria, hanno portato a termine le attività legate alla campagna complessa “Mare e laghi sicuri 2026”, affiancata negli ultimi controlli dall’operazione regionale “Eracle”. Un’azione ad ampio raggio che ha consentito di presidiare la sicurezza dei bagnanti, tutelare l’ambiente costiero, ripristinare la legalità sul demanio marittimo e vigilare sulla filiera ittica.
Sul fronte del soccorso in mare e della salvaguardia della vita umana, i militari sono stati chiamati a intervenire in diciotto occasioni, fornendo assistenza tempestiva a diportisti e bagnanti che si trovavano in situazioni di pericolo. Particolarmente incisiva si è rivelata anche la presenza lungo la fascia costiera sul versante della sicurezza della navigazione, dove l’attenzione degli equipaggi si è concentrata sul contrasto alle condotte imprudenti a ridosso della battigia. Tra i vari interventi spiccano numerose sanzioni amministrative e il sequestro di un acquascooter con contestuale ritiro della patente nautica, provvedimento scaturito dal rifiuto del conducente di sottoporsi agli accertamenti alcolometrici e tossicologici prescritti dal codice della nautica da diporto.
Sul piano della tutela ambientale, l’attività d’indagine ha portato alla luce diverse irregolarità legate al ciclo di depurazione delle acque reflue urbane. Le verifiche eseguite a terra e a bordo di navi mercantili hanno condotto all’irrogazione di sanzioni per un importo complessivo che ha raggiunto i 34 mila euro. A questo quadro si aggiungono quattro notizie di reato inoltrate all’Autorità Giudiziaria a carico dei responsabili di altrettanti impianti di depurazione situati sul territorio di giurisdizione e il contestuale sequestro penale di 140 metri cubi di rifiuti da depurazione.
Non meno rilevante si è dimostrata l’azione di contrasto agli abusi sul demanio marittimo, condotta per restituire ampie porzioni di spiaggia libera alla collettività. L’attività investigativa ha consentito di deferire all’Autorità Giudiziaria i titolari di quattro strutture balneari che avevano ampliato abusivamente le proprie concessioni o che organizzavano serate danzanti prive delle necessarie autorizzazioni comunali, recuperando così circa 900 metri quadrati di arenile occupati illegittimamente. A questo intervento si è affiancata un’operazione congiunta con il Comune e la Polizia Locale volta a combattere il fenomeno dell’occupazione impropria della battigia oltre gli orari consentiti. I controlli a spina di pettine hanno portato alla rimozione coattiva di centinaia di ombrelloni e lettini lasciati incustoditi di notte, liberando ulteriori 2.200 metri quadrati di spiaggia pubblica.
A sigillare l’intensa attività estiva è stato infine il consuntivo dell’operazione “Eracle”, focalizzata sul rispetto delle normative nella filiera della pesca e negli esercizi di ristorazione. I quaranta controlli condotti su pescatori professionali, venditori ambulanti e locali commerciali hanno portato all’elevazione di sanzioni amministrative per un importo totale di 84.635 euro, oltre al sequestro penale e amministrativo di oltre 574 chilogrammi di prodotto ittico non conforme e al recupero di 1.850 metri di reti da posta calate in mare in violazione delle norme vigenti. Risultati che testimoniano un presidio costante del territorio a garanzia della sicurezza dei cittadini e della salvaguardia del patrimonio naturale marino.

























