CORIGLIANO-ROSSANO – Potrebbe allargarsi ben oltre i confini locali la vicenda giudiziaria legata alle presunte anomalie nella somministrazione dei vaccini all’interno dell’ex hub allestito in via De Rosis, nell’area urbana di Rossano. Il “Comitato Tutela per la Libertà”, attraverso una nota firmata dal socio fondatore G. C., ha deciso di percorrere la via istituzionale romana, investendo formalmente della questione il Senatore Marco Lisei, componente della Commissione Parlamentare sul Covid. L’obiettivo dichiarato è accertare se le procedure adottate dal personale sanitario abbiano rispettato i protocolli, puntando l’attenzione in particolare sul rispetto della finestra temporale delle sei ore previste dall’apertura dei flaconcini prima dell’inoculazione.
La mossa del comitato si inserisce in un contesto già fortemente attenzionato dalla magistratura ordinaria. Negli uffici della Procura del Tribunale di Castrovillari giacciono infatti diversi esposti e denunce che delineano un’ipotesi accusatoria articolata su più fronti. Tra i reati ipotizzati nei fascicoli figurano contestazioni di assoluto rilievo penale, che spaziano dal falso ideologico in atto pubblico – ipotizzato a carico dei sanitari per le presunte false attestazioni nei sistemi informatici regionali – fino alla truffa aggravata ai danni dello Stato legata all’ottenimento delle certificazioni verdi. Alle accuse principali si affiancano inoltre profili d’indagine relativi al commercio e alla somministrazione di farmaci ritenuti irregolari, oltre a verifiche approfondite sulla gestione complessiva dei lotti e sui registri di carico e scarico sequestrati dagli inquirenti per risalire al numero esatto delle dosi somministrate oltre i termini.
Mentre le aule giudiziarie di Castrovillari continuano a fare luce sulle singole posizioni e sulle responsabilità penali connesse alla gestione della campagna vaccinale nell’ex centro di via De Rosis, l’apertura del canale parlamentare aggiunge un tassello politico e di trasparenza a una vertenza che continua a scuotere l’opinione pubblica e a sollevare interrogativi profondi sulla gestione dell’emergenza sanitaria sul territorio.

























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