CORIGLIANO ROSSANO- L’onda d’urto dell’operazione antimafia “Ginestra” continua a scuotere le fondamenta politiche e istituzionali di Corigliano-Rossano. Oltre alle misure cautelari che hanno colpito direttamente figure di primo piano sia della maggioranza (il sindaco Flavio Stasi) sia dell’opposizione (il consigliere comunale di Forza Italia Pietro Lucisano), tra gli osservatori e nelle aule della politica locale comincia a farsi strada un interrogativo ancora più pesante: qual è il reale rischio di un provvedimento ispettivo o amministrativo sull’intero Ente locale?
L’ipotesi dell’invio di una Commissione d’accesso antimafia — passaggio propedeutico a un eventuale scioglimento del Consiglio comunale ai sensi dell’articolo 143 del Testo Unico degli Enti Locali (TUEL) — rappresenta in queste ore uno scenario concreto su cui il Viminale e la Prefettura di Cosenza potrebbero trovarsi a riflettere.
Indagine penale e procedura amministrativa: due binari distinti
Per comprendere cosa stia accadendo occorre distinguere con chiarezza tra il piano giudiziario e quello amministrativo:
- L’inchiesta penale: Riguarda l’accertamento delle responsabilità individuali dei singoli indagati, vagliate dal Gip della DDA di Catanzaro. La presenza di amministratori o consiglieri sotto indagine non comporta, da sola e in modo automatico, la caduta o lo scioglimento dell’amministrazione.
- L’accesso antimafia: È una misura preventiva e di natura strettamente amministrativa. Viene valutata dal Prefetto di Cosenza e disposta dal Ministero dell’Interno qualora si ravvisino elementi concreti, univoci e rilevanti che facciano ipotizzare forme di condizionamento o collegamenti tra la criminalità organizzata e la vita dell’amministrazione pubblica.
Quando può scattare la Commissione d’Accesso?
L’insediamento di una commissione d’accesso non è un atto automatico all’indomani dell’esecuzione delle misure cautelari. La decisione dipende dall’analisi che le istituzioni governative faranno dei faldoni dell’inchiesta “Ginestra”: intercettazioni, accertamenti su appalti, procedure di gara, flussi amministrativi e presunti patti o condizionamenti elettorali.
Se dall’esame degli atti giudiziari dovessero emergere indizi su una presunta permeabilità della macchina burocratica o dell’organo politico, il Viminale potrebbe nominare la commissione di saggio, accordandole dai tre ai sei mesi di tempo per spulciare delibere, determine e affidamenti direttamente all’interno degli uffici comunali.
Il precedente storico nella Sibaritide
Per la comunità di Corigliano-Rossano, il tema delle infiltrazioni e dei commissariamenti non è un concetto astratto. La vecchia realtà amministrativa di Corigliano Calabro visse l’esperienza dello scioglimento per infiltrazioni mafiose nel giugno del 2011. È anche per questa memoria storica che l’impatto dell’operazione “Ginestra” riaccende un’attenzione altissima sulla tenuta democratica e sulla trasparenza del nuovo Comune nato dalla fusione.
Mentre la magistratura farà il suo corso per accertare le singole responsabilità penali nelle aule di tribunale, la Prefettura e il Ministero dell’Interno saranno chiamati a valutare lo “stato di salute” istituzionale dell’Ente, per capire se e quanto la sicurezza burocratica e la trasparenza amministrativa di Corigliano-Rossano siano state scalfite.


























Inviaci un tuo commento